L’UOVO DI COLOMBO

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Parliamo di Columbus Egg, la rivoluzionaria pellicola alimentare protettiva commestibile e invisibile, oggi in fase di sviluppo. Questo innovativo progetto di imballaggio punta ad aumentare la vita utile degli alimenti, contribuendo a ridurre lo spreco, ad aumentare la qualità di conservazione e le possibilità di trasporto. Ce ne parla il suo creatore Cosimo Palopoli, studente iscritto al corso magistrale di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università Cattolica di Piacenza, che con la sua ricerca ha già portato il prodotto alla fase di prototipazione.

 

 

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Che cos’è il Columbus egg?

 

È un progetto che punta allo sviluppo di un rivestimento fluido da applicarsi sugli alimenti, invisibile e spesso giusto qualche micrometro. La composizione cambia in funzione dell’alimento da conservare. Questo rivestimento viene prodotto da sostanze totalmente edibili, derivate interamente dallo scarto di filiera: possono essere quelle contenute nelle bucce dei prodotti ortofrutticoli, o le sieroproteine del latte, per ottenere un prodotto totalmente rinnovabile in una prospettiva di economia circolare. Questa pellicola protegge l’alimento da muffe e funghi per aumentarne la conservazione e di conseguenza la “Shelf life (vita sullo scaffale, ndr).

 

 

Quindi non stiamo parlando di una vera e propria confezione alimentare commestibile…

 

Certo che no, al momento non possiamo allontanarci dal packaging tradizionale. La mia tecnologia è solo un supporto diretto a proteggere l’alimento e a conservarne meglio le caratteristiche organolettiche. Al momento ci sono già parecchi studi in merito a confezioni biodegradabili per alimenti, ma questa è un’altra strada. Potremmo definire questo prodotto come un’integrazione tecnologica all’imballaggio tradizionale.

 

 

In che modo una pellicola biodegradabile può riuscire a proteggere un alimento?

 

Ci sono delle integrazioni capaci di ridurre la permeabilità. Al momento sto lavorando molto nel settore lattiero caseario (visto anche l’interesse di investitori giapponesi e cinesi) ed è stata dimostrata la possibilità di raggiungere oltre 80 giorni senza problemi di contaminazione.

 

 

Come interagisce con il sapore degli alimenti?

 

Questo è uno degli ostacoli che hanno rallentato il settore in passato. Ai fini del gusto e della percezione aromatica questi prodotti ne alteravano le caratteristiche. Lo scopo del mio lavoro, nonché della nostra tecnologia, è mettere a punto un prodotto che non alteri minimamente, né nell’aspetto e nemmeno nell’aroma, l’alimento trattato. Questa è senza dubbio una priorità.

 

Alessandro Caviglione

alessandro.caviglione@cibiexpo.it

 

 

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