LE PIANTE DI EXPO

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Negozio del giardino con una tenda-struttura per le piante rampicanti

 
 
Nelle regole di costruzione del sito espositivo era previsto che almeno l’80% dei materiali utilizzati fossero riciclabili e quindi effettivamente riutilizzati a fine evento.

Secondo quanto riportato nel sito del TCI (Turing club italiano) questa è la situazione: 

 

STRUTTURE

SVIZZERA
Le quattro torri contenitore si sono in parte svuotate e prenderanno la strada dei quattro cantoni per diventare serre. Il 75% del materiale usato per realizzarle sarà recuperato e riciclato.  

EMIRATI ARABI
La struttura progettata dall’archistar Norman Foster sarà smontata e rimontata a Masdar City ad Abu Dhabi, città che, secondo un progetto dello stesso Foster, dovà essere basata sull’utilizzo esclusivo di energia solare e con un ciclo economico a emissioni zero. 

AUSTRIA
Uno dei padiglioni più ambiti durante le giornate più calde, grazie al bosco che abbassava di qualche grado la canicola : la struttura esterna sarà smontata e riciclata; le piante , quasi dodici mila, erano state destinate al Tirolo, ma molte resteranno, invece, in alcuni comuni milanesi.  

REPUBBLICA CECA
Anche in questo caso è previsto di spostare e rimontare l’intero padiglione a Vizovice dove sarà trasformato in un polo tecnologico multifunzionale. 

ANGOLA
La struttura dovrebbe essere rimontata a Luanda per trasformarla in un museo.

MONACO
La struttura che è composta da una serie di container impilati; sarà regalata al Burkina Faso dove diventerà la sede operativa della Croce Rossa locale.

REGNO UNITO
Questa struttura alveorale, che ha vinto il premio per il padiglione architettonicamente più interessante, sarà smontata e rimontata in Gran Bretagna diventando un opera di land art. 

BAHREIN
Il Bahrain ha già previsto di smontare questo vero “angolo di paradiso nel deserto” per farlo diventare un giardino botanico. 

I CLUSTER
Il Politecnico di Milano ha già sviluppato alcuni progetti atti a recuperare e riutilizzare, per scopi socialmente utili, queste trutture. L’idea sarebbe di assegnarle a organizzazioni non governative.
Lo spazio delle Maldive e del cluster delle isole, mare e cibo, è di proprietà dell’università di Milano Bicocca , i materiali saranno quindi riutilizzati nella sede universitaria. Il cluster del caffè, sponsorizzato Illy ha due possibilità: se l’area Expo diventa cittadella accademica resta lì, altrimenti sarà smontato e trasportato a Trieste per diventare museo del caffè.

SLOW FOOD
Stessa sorte del padiglione monegasco. Il progetto di Slow Food è quello di smontare e rimontare in un luogo non ben precisato dell’Africa la bella struttura di legno. In attesa di dettagli.

COCA COLA
La struttura resterà a Milano: il padiglione sarà trasformato in campo da basket. 

KINDER + SPORT
Questo spazio è stato destinato al Camerun e diventerà una scuola.

PALAZZO ITALIA, PADIGLIONE ZERO, ALBERO DELLA VITA
Simboli dell’Italia a Expo, per ora rimarranno dove sono. Dalla prossima primavera saranno riaperti al pubblico. 
Prima è necessario che tutti i cantieri di smontaggio abbiano terminato il proprio lavoro.

 

ALBERI E PIANTE:

Che ne sarà dei pioppi del Cile, dei platani dell’Olanda, dei meli della Francia, degli aranci, le rose e le magnolie del Marocco, del frutteto dell’Inghilterra?

La situazione è decisamente in movimento per merito di Olga Moskivna, architetto paesaggista che ha convinto ex-lavoratori di Expo e altro personale impiegato nelle attività di smantellamento del sito espositivo, a collaborare gratuitamente all’espianto e e trasporto di piante ed alberi presso i Comuni che hanno aderito al ” Progetto Recupero VERDE EXPO – padiglioni” e nei prossime settimane anche in altri che si dichiareranno disponibili ad accoglierle .
Ad occuparsi dello smistamento è la società COGESER fondata dai comuni di Melzo e Vignate, azienda specializzata nei servizi pubblici.

Sono oltre 10.000 , fino ad ora, gli alberi ad alto fusto, gli arbusti, le piante da frutta, le erbe perenni espiantate. “Circa l’80% di queste sono già state ripiantare. E’ stato un miracolo perché sono riusciti a organizzarsi i Comuni, le imprese e sono arrivati gli sponsor.” Afferma con orgoglio l’architetto Moskvina. 

Tra i comuni più attivi che hanno aderito al progetto troviamo quello di Bollate, che fino ad ora ha adottato le lavande del padiglione del Regno Unito, meli e ciliegi salvati dal padiglione del Turkmenistan, 600 varietà di graminacee del padiglione Cile e alcuni alberi del padiglione della Repubblica Ceca.

Molta parte del bosco austriaco andrà a Bollate e in minima parte a Liscate. Sempre il comune di Bollate, questa volta con Melzo, accoglierà le piante del padiglione Marocco.

A Pesaro invece quattro platani del padiglione olandese sono stati messi a dimora nell’area verde di piazzale Matteotti, mentre fiori e alberi da frutto dei padiglioni di Francia e Marocco stati destinati al parco Miralfiore.

È nata anche una community su facebook, denominata l “Progetto Recupero VERDE EXPO – padiglioni” nella quale è possibile vedere le immagini dei lavori in progress.

Fonte: Officina dell’Ambiente

 

 

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