LE FREQUENZE DEL BENESSERE

Sono tanti gli studi dedicati ad indagare gli effetti della musica sugli esseri viventi. Considerata doping per gli atleti negli stadi, ma anche sottofondo necessario a meditazioni e training autogeno, possibile strumento terapeutico per alcune patologie e disturbi comportamentali (musicoterapia), addirittura usata, sfruttando le vibrazioni prodotte dalle basse frequenze, come “massaggio” profondo di tessuti e organi per curare malattie come Parkinson o fibromialgia, la musica è elemento fondamentale della nostra esistenza e probabilmente di ogni forma vivente. Ultrasuoni e infrasuoni sono da decenni studiati e utilizzati, ad esempio, i primi per compiere indagini ecografiche i secondi per monitorare i terremoti. Non solo. Alcune frequenze sembra siano motivo di benessere psico-fisico.

 

 

 

 

Ieri il corriere della sera ha pubblicato un interessante articolo. Pare infatti che la musica di certi musicisti, Mozart su tutti, caratterizzata da particolari frequenze, si propaghi “nel corpo e nella natura donando energia e senso di pace”. 

Lo sanno bene al Paradiso di Frassina, dove i vitigni, per l’intuizione di Carlo Cignozzi, intuizione e studi, da anni crescono ascoltando concerti del maestro austriaco, grazie ad altoparlanti disposti nelle vigne, con effetti rilevanti sulla qualità delle uve e del vino prodotto. Ne abbiamo parlato negli scorsi mesi, qui.

 

 

 

 

Quando cultura materiale e scienza si incontrano i risultati non possono che essere straordinari.

Marta Pietroboni
marta.pietroboni@cibiexpo.it

 

 

 

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