LE FAVE

La fava appartiene alla famiglia delle leguminose. Viene descritta come il cibo dei poveri, in quanto facilmente reperibile e a costi straordinariamente bassi. Nasce e si sviluppa in Asia Minore e da secoli viene utilizzata per l’alimentazione dell’uomo e degli animali. Attualmente, il suo consumo ha un discreto successo sulle tavole italiane, in particolar modo pugliesi, sicule e sarde.

 

 

 

 

A dispetto del suo ampio utilizzo, alcuni importanti pensatori nutrivano nei suoi confronti una profonda avversione. È il caso del matematico e filosofo greco Pitagora, il quale impartiva ai propri compaesani il divieto di cibarsi di fave.

 

La tesi più accreditata sostiene che fosse affetto da favismo (vedremo più avanti di cosa si tratta), un disturbo particolarmente presente nelle zone del crotonese in cui aveva fondato la sua scuola. Altri studiosi attribuiscono questo atteggiamento ad antiche credenze, secondo le quali esisteva una stretta connessione tra le fave, il mondo dei morti e l’impurità dell’anima del defunto.

 

 

Caratteristiche e stagionalità

 

La fava è una pianta annuale, di colore grigio-verde, in grado di ergersi per circa un metro dal suolo; predilige il clima temperato e asciutto. Il suo frutto è un baccello allungato, cilindrico o appiattito, terminante con una punta e contenente da due a dieci semi. Con buona pace di chi lo cerca in tutte le stagioni (spendendo cifre considerevoli per acquistarlo), è un legume primaverile ed è disponibile da aprile a luglio.

 

 

Tipologie

 

L’elemento che ci permette di distinguere una varietà dall’altra è la dimensione del seme. Il tipo più conosciuto è la Major Harz, abbastanza grande. La seconda tipologia, la Paugyuga, proveniente dall’India, è selvatica e ha semi estremamente piccoli. La terza e la quarta, la Minor Back e l’Equina Pers, sono utilizzate per l’alimentazione animale.

 

La cucina offre una vasta gamma di preparazioni, sia cotte che a crudo: dalla semplice insalata fave e pecorino, classico della tradizione laziale, a vellutate e passati. Parola d’ordine: versatilità!

 

Ma attenzione al loro consumo! Facevamo riferimento a Pitagora, probabilmente affetto da favismo. La “malattia delle fave” è una patologia di carattere genetico che impone di non assumere tale alimento. L’unico rimedio è la prevenzione; non esistono farmaci in grado di contrastare il disturbo.

 

Allora prepariamoci a gustare questo buonissimo legume, con un occhio alla stagionalità e uno alla salute.

 

Gabriele Gatti

Gabriele.Gatti@cibiexpo.it