Si chiama 32 Via dei Birrai ed è il primo birrificio artigianale ad aver inserito una scritta in braille direttamente sul vetro della bottiglia in modo tale, quindi, da rendere immediatamente riconoscibile il prodotto. Birrificio nato a Pederobba (Treviso) nel 2006, 32 Via dei Birrai, che nel nome riporta tanto il numero corrispondente alla classe di appartenenza della birra quanto la storica Rue des Brasseurs di Bruxelles, fin dall’inizio si è orientato a scelte consapevoli ed ecocompatibili, selezionando le materie prime in modo rigoroso, sperimentando e seguendo passo passo tutte le fasi produttive.

Artigianali e curate, le loro birre hanno voluto andare oltre: riportando la scritta in braille sulle bottiglie e aderendo anche a un importante progetto sociale per il sostegno della scuola primaria per bambini ciechi, che la Fondazione Lucia Guderzo Onlus ha avviato dal 2016. Grandi iniziative in un panorama che per non vedenti e ipovedenti deve ancora ampliarsi molto.
Piccoli, grandi progressi
Perché scegliere cosa bere e cosa mangiare non è sempre così facile per chi non vede. Anzi. Abbiamo chiesto direttamente a lei, Babila, laureata in musica al Dams di Torino e non vedente, come addentrarsi nella spesa di tutti i giorni. “Non vivo da sola e non ho paura di dire che ho bisogno. In ogni caso, al supermercato non vado quasi mai: per me la spesa è soprattutto online“. Lei sceglie un supermercato, il cui sito le viene in aiuto: essendo accessibile ai non vedenti, selezionare i prodotti online è piuttosto semplice “anche se il sito cambia spesso e questo a volte crea dei problemi – prosegue Babila – inoltre la consegna viene effettuata senza costi aggiuntivi”. Come capire però che cosa si è acquistato? Di ogni articolo compare un link con ingredienti e modalità di preparazione. Mentre la data di scadenza non è quasi mai riportata. Anche il pagamento con il POS sta diventando un ostacolo: quelli con digitazione stanno scomparendo, sostituiti dai touch. Come potersi districare? Accorgimenti per chi fa la spesa da solo sono stati pensati da alcuni supermercati Simply in provincia di Siena, insieme all’Unione italiana Ciechi di Siena, con l’intento di mettere a disposizione un collaboratore in loco per orientarsi negli acquisti, oltre che un piccolo sconto finale. E le app sui telefonini? Babila mi spiega ancora che i software che traducono le etichette ci sono, ma se sei solo, scattare bene la foto, affinché il programma legga correttamente, non è così semplice.
Azioni concrete, queste, per rendere la spesa quotidiana un fatto semplice e con difficoltà ridotte. La strada però è ancora lunga e le soluzioni, per mettere tutto a portata di mano dei non vedenti, ancora troppo poco diffuse.
Chiara Caprettini
