Si sente spesso parlare di “sugar tax”, un argomento di rilevante interesse in tutto il mondo. È un mezzo utilizzato dalle autorità sanitarie e dai governi per combattere il sovrappeso e le malattie provocate dal consumo di bevande e alimenti ad alto contenuto di zucchero che, come noto, creano un aumento dell’obesità, delle malattie cardiache, del diabete di tipo 2 e di altre patologie croniche soprattutto nei bambini e nei giovani.

Le bevande zuccherate forniscono un’elevata quantità di calorie vuote, quelle cioè che non apportano nutrienti essenziali, e la tassa sullo zucchero mira proprio a ridurne il consumo, spingendo verso scelte più sane.
Nonostante il nobile scopo, la sugar tax non è esente da critiche. Da un lato, c’è chi sostiene che colpirebbe in modo sproporzionato le categorie economicamente più deboli, che consumano abitualmente cibi e bevande ad alto contenuto di zucchero; di contro, c’è chi ritiene che l’aumento dei prezzi di questi prodotti potrebbe avere un impatto positivo sull’alimentazione delle persone a basso reddito scoraggiandone l’acquisto.
Un altro aspetto importante da valutare è l’impatto della tassa sui produttori, che potrebbero ridurre il contenuto di zucchero al fine di evitarla e mantenere la competitività sul mercato. Ciò può condurre a un’innovazione nel settore alimentare, con la creazione di alternative più salutari e il miglioramento della trasparenza nell’etichettatura.
Tuttavia, sussiste anche il rischio che si cerchi di eluderla attraverso strategie di marketing ingannevoli oppure modificando semplicemente il nome o la formulazione dei prodotti, senza apportare sostanziali miglioramenti alla loro qualità nutrizionale.
La sugar tax è un’importante politica pubblica che mira a promuovere la salute e a ridurre i costi sanitari associati alle malattie legate all’alimentazione. Ma l’efficacia dipende dalla sua progettazione e messa a punto, nonché dalla presenza di misure complementari, come l’educazione alimentare e l’accessibilità a cibi e bevande salutari per tutti.
In Italia, l’entrata in vigore della tassa sullo zucchero, prevista per il 2024, è stata rinviata al luglio 2025. Attualmente vi è un acceso dibattito sulla sua applicazione tra chi prevede un calo delle vendite, tagli agli investimenti e rischi occupazionali significativi e chi ha uno sguardo attento alla salute pubblica. Intanto, il consiglio è quello di astenersi dal consumo di bevande troppo zuccherate dando sempre uno sguardo alle etichette… anche a quelle in caratteri minuscoli!
Daniela Mainini
www.centrostudigrandemilano.org
