LA SENAPE

Nota sin dai tempi dei Greci e dei Romani, da questi ultimi veniva utilizzata come conservante per frutta e verdura. La pianta appartiene alla famiglia delle Crucifere.

 

 

 

È una grande famiglia che comprende tutti i cavoli oltre ad alcune altri ortaggi, come rucola e rapanelli, caratterizzati dalla piccantezza. La senape è originaria dell’Asia.

Quando i semi della pianta sono maturi – di regola raggiungono la crescita completa a fine estate – vengono polverizzati e mescolati con acqua, aceto, vino, succo di limone, sale e altri aromi e spezie. Così nasce l’omonima salsa che si usa per insaporire i piatti di carne bollita, le insalate, le uova o i wurstel.

In commercio si trovano diversi tipi di senape, che cambiano da Paese a Paese:

– la senape bianca (conosciuta anche come senape gialla), originaria del Mediterraneo. Il nome si rifà al colore del suo seme, che è il più grande tra tutte le varietà. La pianta arriva più o meno a un’altezza di mezzo metro;

– la senape bruna, detta anche senape cinese, nata dall’incrocio tra quella nera e quella selvatica. L’altezza della pianta è di circa un metro e mezzo;

– la senape nera, la prima a essere coltivata come spezia, i cui semi più antichi, risalenti all’età del bronzo (3400 a.C. – 600 a.C.), sono stati ritrovati in una palafitta sul lago di Bienne in Svizzera. La pianta arriva fino a 3 metri. Si riconosce dal sapore più pungente;

– la senape selvatica, che cresce spontaneamente in campi incolti dal clima temperato fino a 1400 metri di altitudine.

 

Caratteristiche della pianta

Le foglie che crescono nella parte bassa dell’albero sono più larghe rispetto a quelle che crescono nella parte alta. Dal fiore, giallo a forma di pannocchia, si sviluppa il frutto con i relativi semi, ricchi di vitamina B, C, E, K. Dal seme, come si è detto, si ricava la famosissima salsa, più o meno piccante.

 

Dalla pianta alla salsa

Viene ottenuta attraverso la macinazione dei semi, che dà origine a una farina, poi miscelata con vari liquidi fino a ottenere la consistenza cremosa tipica della salsa che noi tutti conosciamo. Molto buona la senape “all’antica”, ottenuta con una mescolanza della bianca e della nera. Si può preparare in casa, facendo riposare i due tipi di semi nell’aceto per una notte, per poi frullarli con acqua, olio, miele e sale.

È possibile trovare in commercio sia i semi sia l’olio di senape, ricco di proprietà tonificanti.

Attenzione però all’uso prolungato. A causa della sua proprietà di stimolante intestinale non è consigliata a chi soffre di problemi gastroenterici.

Giovanni Romano

giovanni.romano@cibiexpo.it

 

 

 

 

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