LA PASTA

Nell’immaginario collettivo mondiale, accanto alla pizza, il piatto più rappresentativo del nostro Paese è la pasta. Come la storia ci insegna, l’italianità non è sempre esistita, ma si è costruita nel tempo con grandi sforzi (ancora oggi non abbiamo finito di lavorarci) e ha avuto bisogno di simboli che fossero mattoni imprescindibili dell’identità nazionale. La pasta è certamente uno degli alimenti iconici di questi sforzo.

 

 

 

 

Abituati a considerarla un primo, la sua storia più antica ci racconta una collocazione diversa nella sequenza dei menù. Infatti, la lagana (la sua antenata), ottenuta unendo acqua e farina e cuocendola in forno con acqua, brodo o latte era considerata un contorno ed accompagnava le pietanze più comuni.

 

Fu durante la dominazione araba in Sicilia che nacque la pasta secca e l’abitudine ad associarla a spezie, formaggio o altri condimenti. La vera svolta si ebbe nel Seicento a Gragnano, dove la produzione con il torchio (si parla di meccanizzazione del processo produttivo della pasta) permise di produrne quantità maggiori a prezzi bassi. Ne trasse vantaggio l’intera popolazione, soprattutto quella più povera.

 

Sempre a Napoli, nel 1839, furono presentati per la prima i vermicelli con la pummadora. Lo storico incontro tra pasta e pomodoro ha creato un connubio ancora oggi indissolubile. A collocarla come primo piatto ci pensò Pellegrino Artusi, il padre della cucina italiana. Ebbe il merito di creare una tradizione (l’idea della pasta mangiata in famiglia e prima di ogni altra pietanza) rendendolo non più solo un piatto partenopeo, ma italiano.

 

Lunga o corta, spaghetti o penne, farfalle o fusilli: indipendentemente dalla tipologia – sebbene crei ancora qualche dissidio sulla preferenza – oggi la pasta è un alimento pop che unisce gli italiani da un capo all’altro della penisola e in tutto il mondo. Vogliamo celebrare questo alimento durante la Festa della Repubblica, perché popolare oggi significa di tutti.

 

In fondo, sotto il tricolore c’è anche questo, un elemento che ha marcato così profondamente un popolo. Oggi la pasta ci permette di celebrare una festa che ci unisce nei simboli, e nella nostra cultura. Viva la pasta, viva l’Italia.

 

Gabriele Gatti

Gabriele.Gatti@cibiexpo.it