LA PAPPA REALE

L’estate è bella, ma il caldo e l’afa si fanno sentire: difficoltà di concentrazione, senso di fatica, sonnolenza… Come ritrovare il giusto sprint?

 

 

 

Con un alimento prodigioso come la pappa reale? Da sempre, la tradizione popolare identifica nel cibo delle nuove api regine un vero toccasana: ma è davvero così?

La prima argomentazione portata a supporto da chi la vede come il prototipo del miglior superfood è nel diverso sviluppo delle api operaie, che ne godono i benefici soltanto per i primi 3 giorni di vita, rispetto alle api regine, che invece continuano a nutrirsene fino alla metamorfosi da larva a insetto. Non solo le larve delle api regine crescono a dismisura in breve tempo (aumentando il loro peso di circa 1.500 volte), ma la loro vita è poi lunghissima se paragonata a quella delle operaie: 5 anni contro una media di 45-50 giorni.

Ma cosa c’è di così speciale nella pappa reale? Biancastra, consistenza semifluida, odore e sapore molto intensi e pungenti, in realtà è costituita da acqua per circa il 65%, da proteine e aminoacidi più o meno per il 14%, da un 10-12% di zuccheri, da un 6% di grassi, e per il restante 3% da altre sostanze (vitamine idro e liposolubili, potassio, ferro, calcio, rame, silicio, fosforo, zolfo, acetilcolina, ormoni e fattori antibiotici). Una composizione che non ha nulla di particolare rispetto a quella di altri alimenti di uso comune – non reputati certo prodigiosi – per i quali nessuno si sognerebbe di pagare tra i 1.200 e i 1.500 euro al kg, costo medio della pappa reale. Nel tempo sono stati effettuati diversi studi scientifici per accertarne le proprietà, che non hanno evidenziato effetti straordinari. A dosaggi di circa 3 g al giorno si è osservato un certo miglioramento nella produzione di globuli rossi e nella tolleranza al glucosio, ma nulla ha mai confermato che abbia prerogative antitumorali né virtù antinvecchiamento, attitudini antidepressive, immunostimolanti o particolarmente energizzanti… Quella che è stata effettivamente verificata è una certa capacità antibatterica, che però, per rimanere su prodotti vicini, è inferiore a quella del miele e della propoli.

Probabilmente, ciò che ha fruttato tanta fama è l’idea, piuttosto ingenua, che i suoi effetti su un organismo minuscolo come quello di una larva (che ha nella pappa reale l’unico nutrimento) siano in qualche modo indicativi di effetti analoghi sull’organismo umano. Ma noi siamo ben diversi dalle api e, per fortuna, possiamo contare su una varietà decisamente ampia di alimenti capaci di soddisfare i nostri fabbisogni.

Giorgio Donegani

www.giorgiodonegani.it

 

 

 

 

 

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