LA MILLENARIA VITA DEL GHIACCIO

Forse i più giovani non lo sanno, ma una volta per conservare il cibo si utilizzavano le antenate dei frigoriferi, le ghiacciaie. Erano grotte, profondi buchi nel terreno, costruzioni in muratura o speciali contenitori a forma di parallelepipedo che venivano riempiti con grandi blocchi di ghiaccio, prodotti in inverno, conservati fino all’estate e trasportati poi dove occorreva, anche affrontando lunghi tragitti. Più semplici le neviere, raccolte di neve ben pressata che grazie al freddo si trasformava in ghiaccio.

 

 

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Sistemi antichi utilizzati già dagli uomini preistorici come testimoniano le grotte delle Alpi Apuane. Alcune ghiacciaie in muratura, costruite ai tempi del Granducato di Toscana, esistono ancora, per esempio nelle aree montuose del Chianti, luoghi storico-turistici da visitare. Ma allora ogni città cercava di provvedere a modo suo: a Firenze si sfruttava l’acqua dell’Arno o quella dei cosiddetti laghi per il ghiaccio, realizzati a questo scopo. Prato usava le gore, i piccoli canali in cui era convogliato il Bisenzio attraverso la città, Pisa i fossi dei bastioni.

L’acqua veniva lasciata ghiacciare e in primavera s’iniziava a spezzare, per essere poi venduta. In altre parti d’Italia si faceva ghiacciare la neve, quando non era direttamente utilizzata per preparare gelati e sorbetti con l’aggiunta di limone o caffè (produzioni antiche che in Campania e Sicilia vengono ricordate ancora oggi ndr).

Intorno agli inizi del ‘900 però vengono inaugurate le prime fabbriche ufficiali. Secondo l’ISTAT nel 1954 in Italia esistevano 1.425 impianti. Parliamo di aziende davvero all’avanguardia per l’epoca, capaci di produrre circa 8 milioni di quintali di ghiaccio all’anno. Ma poi le cose cambiano negli anni ’60, con l’arrivo dei primi frigoriferi.

 

 

 

Arte sotto zero

 

Oggi il ghiaccio è prodotto su larga scala ed è utilizzato anche per creare scenografie mozzafiato. Proprio come quelle che realizza Paolo Russo che scolpisce in prima persona i soggetti richiesti e afferma: “queste opere d’arte danno un tocco di originalità agli eventi e sono fatte con acqua purissima, quindi è ghiaccio che si può anche ingerire”.

Se andiamo un po’ più lontano e ci spostiamo nei Paesi freddi, alcuni architetti hanno addirittura creato case e alberghi con il ghiaccio. Non igloo come nei cartoni animati, ma strutture immense, corredate di tutti i comfort. Per una vacanza, vi consigliamo il Bjorli Ice Hotel, in Norvegia!

La redazione

 

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