LA ECCEZIONALE FIORITURA NELLA VALLE DELLA MORTE

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Nel XVIII secolo, all’epoca del far West, malgrado il clima asciutto, il territorio arido e desertico, le temperature estive più calde della Terra, i coloni americani trovarono questo territorio abitato da nativi americani, che si chiamavano Timbisha (popolo della valle).
Nel 1849 la corsa all’oro, scatenò l’ingordigia spingendo la povera gente verso sacrifici inauditi nella speranza di arricchire, trovando qualche chilo di pepite doro. 

Nacquero delle leggende su favolose miniere perdute sulle montagne del Panamint come Lost Gunsight Mine, Lost Breyfogle Mine, Goller’s Gold Nuggets, Wire Gold of the Panamints e perfino su un tesoro sotterrato. 
Migliaia di persone si sparsero sui monti rivoltando ogni pietra e poi se ne andarono, alcuni invece come Shorty Harris, Pete Aguereberry, John Lemoigne rimasero e spesero la vita inseguendo queste chimere.

Nel 1849, al confine della California, un centinaio di cercatori d’oro disinformati e senza mappa, con le loro famiglie, cercando la via verso la California, procedevano in gruppi sparsi sull’orlo orientale del pavimento salato della Valle della Morte. Uomini, donne e bambini guardavano fisso le montagne torreggianti del Panamint che ostruivano la via del ritorno. 
Vedevano Telescope Peak (pizzo del telescopio) a poche miglia ma non riuscivano ad uscire dai canaloni. 

Passarono un mese di spaventose privazioni sul fondo della valle e prima di arrivare ad uscire fuori dalla valle, per sopravvivere mangiarono i loro buoi rinsecchiti, bruciando e abbandonando i carri, nei pressi dell’attuale Stovepipe Wells. 

Tornando alla Death Valley, essa, posta alle spalle della Sierra Nevada, lunga circa 225 chilometri e larga fra gli 8 e i 24, è il luogo più arido, più basso e più caldo del Nordamerica.
La temperatura dell’aria a Furnace Creek è arrivata anche a 57°C, mentre il suolo ha raggiunto la temperatura rovente di 94°C, 6 gradi in meno del punto di ebollizione dell’acqua a livello del mare.

La media delle precipitazioni è inferiore ai 50 millimetri annui, ma in alcuni anni non piove affatto.
La massima depressione di tutto l’emisfero occidentale, situata a 86 metri sotto il livello del mare, si trova in questa valle, nei pressi di uno stagno salato a Badwater. 
Solo a 140 chilometri di distanza svetta il monte Whitney che, con i suoi 4.418 metri, è la cima più alta degli Stati Uniti esclusa l’Alaska. 

Ebbene quest’anno una serie di tempeste succedutesi forse provocate dal Nino o forse dai venti monsonici che arrivano attraverso il Golfo della California, ci hanno regalato un fenomeno raro, anche se non completamente nuovo (si ripete ogni dieci anni circa): una immensa fioritura di specie diverse i cui semi, dicono gli esperti, erano “dormienti” in attesa che il cielo con le sue benefiche acque, le riportasse, sia pur brevemente, in vita.  

Oltre venti le specie di fiori osservate e documentate dai rangers tra cui la geraera canescens, parente alla lontana della nostra margherita, caratterizzata da lunghi steli che la rendo visibile anche da lunghe distanze, la eramalche rotundifolia, la atrichoseriusbplatyphilia e tanti tipi di primula.

Fonte: Officina dell’Ambiente

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