Giornata delle grandi occasioni alla Centrale dell’Acqua di Milano, un bellissimo posto che la Metropolitana Milanese gestisce sia per le scuole sia per comuni visitatori sia per ospitare pubblici convegni e iniziative diverse, dove si impara tutto sull’acqua: da dove viene, quanta ce n’è, dove va, se è buona (e lo è), come dobbiamo usarla senza sprecarla. Qui il 13 giugno la Casa della Agricoltura ha organizzato l’incontro “Agricoltura sostenibile: una sfida da vincere. Le produzioni vegetali”.

Successivi appuntamenti completeranno il quadro della riflessione, a partire dal prossimo dedicato al tema delle produzioni zootecniche.
Un bel match tra alta produttività e rischi ambientali
Ospiti di assoluto riguardo come relatori, presenze in sala autorevolissime.
Bastino per tutti Alberto Ancora, presidente di Federchimica-Agrofarma; Mario Vigo, imprenditore agricolo in Milano, già esponente di punta di Confagricoltura; Andrea Sorbello, responsabile delle relazioni esterne di Barilla; Stefano Moretti, responsabile della sperimentazione di Conserve Italia.
Il tema è complesso. Il tentativo dichiarato è stato quello di mettere a confronto, con gli agricoltori, il mondo della ricerca e quello delle imprese produttrici dei mezzi tecnici, in particolare della chimica agricola ma anche della meccanica (alla tavola rotonda del pomeriggio è intervenuto Sandro Liberatori, direttore di ENAMA, Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola).
L’obiettivo era capire come produrre per soddisfare una domanda alimentare crescente senza scardinare l’equilibrio ambientale del mondo. Sono stati fatti passi in avanti? La risposta è sì: non solo è possibile fare, ma si fa. La strada è lunga, ma si intravede consapevolezza, risposta tecnologica e originali novità di intrapresa. In particolare mi riferisco a una forte riduzione delle molecole in uso nell’agricoltura tradizionale; ai biostimolanti quali inediti fattori di crescita; a esperienze di agricoltura – denominata di “terza via” – interposta fra il biologico e il convenzionale. La politica agricola comune, la PAC, sempre più adotta un approccio vincolante di tipo agroambientale. E l’agricoltura di precisione, a fronte di un’accurata misurazione dei bisogni, è chiamata a dare una risposta altrettanto precisa e quindi efficace e di risparmio delle risorse naturali.
Si è discusso di molto altro ancora. Certamente una buona giornata di lavoro.
Tutte le relazioni dell’incontro sono ospitate su sito della Casa della Agricoltura: www.casagricoltura.org.
Carlo Basilio Bonizzi
