L’alternativa italiana alla caffeina. Per molti di noi il caffè è un rito quotidiano e un simbolo di convivialità. Eppure oggi è anche al centro del dibattito sull’emergenza ecologica, poiché la sua coltivazione è vulnerabile a causa della crisi climatica e ha un forte impatto ambientale, aspetto che impone una riflessione soprattutto alla luce degli elevati consumi globali.

Il mondo del Food and Beverage sta profondamente cambiando, sia nella produzione sia nelle scelte dei consumatori. Dal rapporto Federalimentare-Censis 2024 è emersa un’Italia sempre più attenta a ciò che porta in tavola: il 78% dichiara di informarsi con cura, l’82% considera centrale l’alterazione dell’ambiente e il 37% teme gli effetti di una dieta poco equilibrata. Non c’è da stupirsi se il mercato, in continua evoluzione, risponde proponendo soluzioni inedite e sostenibili, sempre più in linea con il concetto emergente di Food as Medicine: cibo come strumento di benessere, ormai trend globale.
In questo scenario si inserisce Koncentra, un’innovazione tutta italiana sviluppata da Nous Energy, startup Food Tech capitanata dal CEO e co-fondatore Lorenzo Pessini. Si tratta di un’alternativa alla caffeina, capace di offrire la stessa spinta energetica senza gli effetti collaterali più noti, come ansia, tachicardia o disturbi del sonno, ma conservandone i benefici: potenziamento di concentrazione, memoria e riflessi. Le materie prime utilizzate sono esclusivamente di origine naturale e agricola. In particolare, gli ingredienti chiave sono semi, radici e foglie. Il suo processo produttivo è sostenibile: consuma fino al 60% in meno di acqua e riduce del 65% le emissioni di CO₂ rispetto all’estrazione tradizionale dai chicchi di caffè. Sarà testata in diversi prodotti – dagli energy drink agli integratori alimentari – con l’obiettivo di conquistare il mercato europeo e americano.
Al momento, Koncentra ha un costo superiore rispetto alla caffeina, con un prezzo di circa il 35% più alto. Ma, entro la fine del 2026, si prevede di ridurlo, avvicinandolo progressivamente a quello della caffeina naturale. Per quanto riguarda invece gli scarti, l’obiettivo è diventare entro il 2028 zero waste, impiegandoli nello sviluppo di nuovi prodotti. Allo scopo si sta attualmente analizzando la composizione dei rifiuti di lavorazione per capire come trasformarli.
L’incontro tra tradizione botanica e innovazione tecnologica segna un cambiamento culturale profondo, che ridefinisce le nostre abitudini alimentari. Chi lo dice che “la carica giusta” per affrontare la giornata debba per forza dartela un espresso?
Alessandra Meda
Esistono già alternative naturali alla caffeina
Tra le più note il tè verde e il matcha, ricchi di teina, che favoriscono concentrazione e rilassamento; il guaranà, pianta amazzonica, dalle note proprietà energizzanti; lo yerba mate, tipico del Sud America, dona vitalità e resistenza e il ginseng, dall’Asia nord-orientale, usato da secoli per sostenere energia fisica e concentrazione mentale.
