INTEGRATORI E ALIMENTI FUNZIONALI

Diverse strade per il benessere. Negli ultimi anni, l’interesse per la salute e un soddisfacente stato fisico ha portato a una crescente attenzione verso integratori alimentari e alimenti funzionali. Sebbene entrambi mirino a migliorare lo stato di benessere, esistono differenze sostanziali tra i due, che è utile mettere in luce.

 

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Gli integratori alimentari altro non sono che un concentrato di vitamine, minerali o altre sostanze, come aminoacidi o fibre, con effetto nutrizionale o fisiologico. Si presentano sotto forma di capsule, compresse, polveri o liquidi e sono progettati per integrare la dieta quotidiana, colmando eventuali carenze. Ad esempio, un integratore di vitamina D può essere assunto da individui che non ne dispongono a sufficienza.

La reale necessità (e il reale beneficio) di assumere integratori rappresenta però, come si legge anche sul sito dell’Istituto Mario Negri, e di tanti altri Poli scientifici, ancora un argomento aperto. Nonostante, infatti, il mercato degli integratori e dei multivitaminici sia in continua crescita, i risultati scientifici relativi al loro utilizzo mettono in evidenza come un’extra-assunzione non dia benefici e l’uso cronico sia addirittura rischioso.

Probabilmente anche per questo molti dipartimenti universitari e centri di ricerca si sono dedicati negli ultimi 4 decenni allo studio e alla produzione di alimenti funzionali. Che cosa sono? Alimenti naturalmente ricchi o arricchiti durante il processo produttivo di componenti fisiologicamente attive come vitamine, minerali, omega-3, fitosteroli o fibre e che quindi, oltre a nutrire, offrono benefici aggiuntivi per la salute. Un esempio è lo yogurt arricchito con probiotici, che favorisce l’equilibrio del microbiota.

È significativo, per capire il diverso impatto sulla nostra salute di integratori e alimenti funzionali, soffermarci sul concetto di biodisponibilità.

La biodisponibilità indica la velocità e la quantità con cui un nutriente o una sostanza attiva viene assorbita e resa disponibile per l’uso o l’immagazzinamento nell’organismo. Questo parametro è cruciale, poiché determina l’efficacia del nutriente assunto.

La biodisponibilità dei nutrienti provenienti dagli alimenti funzionali è generalmente migliore rispetto a quella degli integratori. I primi, infatti, sono il “veicolo naturale” che il nostro organismo è biologicamente predisposto ad assimilare, grazie alla matrice alimentare e alle sinergie tra i vari nutrienti. Ad esempio, la presenza di grassi naturali in alcuni alimenti migliora l’assorbimento delle vitamine liposolubili come la vitamina E.

Gli integratori, invece, spesso non sono correttamente o completamente assorbiti dai nostri corpi, per ragioni differenti, anche delle nostre specificità digestive o di salute. Non solo. Nulla impedisce a una persona di assumerne dosi eccessive, che possono avere effetti collaterali o risultare addirittura dannose. Al contrario, gli alimenti funzionali non creano questo problema: è difficile che qualcuno ecceda, bevendo per esempio 5 litri di latte addizionato o mangiando 2 chili di cereali arricchiti. Questo aspetto garantisce un’assunzione più equilibrata e sicura dei composti nutraceutici presenti negli alimenti.

 

Nuovi alimenti funzionali

Il mercato italiano ha visto l’introduzione di diverse novità. Uno degli esempi più interessanti è la Melannurca Campana, di cui abbiamo parlato in diversi articoli, una varietà di mela originaria della Campania. Studi condotti dal gruppo di ricerca dell’Università Federico II di Napoli hanno evidenziato le proprietà benefiche di questa mela, in particolare per quanto riguarda il controllo del colesterolo e la salute dei capelli. Sembrano avere un ruolo chiave i polifenoli presenti nella Melannurca.

Un altro esempio è rappresentato dai prodotti a base di insetti commestibili, che stanno guadagnando attenzione come fonte sostenibile di proteine. Il progetto MAIC (Modello Agricolo Integrato per gli insetti Commestibili) in Italia ne promuove l’allevamento per uso alimentare, offrendo un modello innovativo per rispondere ai nuovi fabbisogni derivanti dall’aumento della popolazione mondiale.

E diverse volte abbiamo scritto dei fermentati.

In Italia, diversi centri di ricerca universitari sono impegnati nello studio degli alimenti funzionali e degli integratori. Oltre al già citato gruppo della Federico II di Napoli, il Centro di Studi e Ricerca sul Cibo Sostenibile di Torino si dedica al cibo e all’educazione alimentare, con l’obiettivo di promuovere un futuro più sostenibile.

Infine, il laboratorio Micro4Food della Libera Università di Bolzano si focalizza sull’ottimizzazione dei processi di fermentazione e sull’interazione tra dieta e microbiota umano, studiando alimenti e ingredienti funzionali fermentati.

In conclusione, sia gli integratori alimentari che gli alimenti funzionali mirano a migliorare la salute, ma differiscono per definizione, modalità di assunzione e biodisponibilità dei nutrienti. La ricerca italiana continua a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella validazione di nuovi prodotti, contribuendo al benessere della popolazione e alla sostenibilità del sistema alimentare.

 

Marta Pietroboni

marta.pietroboni@cibiexpo.it