IN-OVO SEXING

in ovo sexing

Dopo la determinazione del sesso dei pulcini, solo le femmine vengono portate negli allevamenti per divenire galline ovaiole.

 

 

Il processo di produzione industriale delle uova prevede pratiche cruente per l’eliminazione dei pulcini maschi, inadatti alla commercializzazione della loro carne. Dopo la determinazione del sesso, infatti, si allevano solo le femmine per farle diventare galline ovaiole; i maschi, inadeguati al mercato perché hanno una carne troppo magra, vengono soppressi. La maggior parte dei consumatori non è consapevole di questa realtà, che ha un evidente impatto etico.  Ogni anno vengono infatti uccisi miliardi di pulcini maschi in tutto il mondo: le stime parlano di una cifra compresa tra i 2,5 e gli 8 miliardi; 330 milioni all’interno dell’Unione Europea e circa 40 milioni nella sola Italia. A tale proposito, alcune aziende stanno esplorando diverse soluzioni. Una tra queste, già in parte utilizzata, è la tecnologia basata sul “in-ovo sexing”: un insieme di procedimenti fondati sulla determinazione del sesso nei primissimi giorni di fecondazione dell’uovo. Dopo l’identificazione, solo gli embrioni femmina continuano nella maturazione, mentre gli embrioni maschi vengono soppressi.

Nel 2018 l’azienda tedesco-olandese Seleggt è riuscita a sviluppare un metodo di selezione sulla base delle ricerche del professor Einspanier dell’Università di Lipsia, in Germania. Da un forellino praticato nel guscio di un uovo al nono giorno dopo la fecondazione viene prelevata una piccola quantità di fluido; questa viene mescolata con una soluzione capace di virare in blu nel maschio e in bianco nella femmina. Il processo è stato sviluppato industrialmente e, nel maggio del 2019, si è approntata una macchina in grado di riconoscere il sesso dei pulcini a una velocità di 3.600 esemplari all’ora. Identico risultato ha raggiunto l’azienda In Ovo, spin-off dell’Università di Leida, in Olanda, che ha sviluppato un dispositivo simile chiamato Ella. L’azienda tedesca Plantegg, invece, utilizza il DNA per determinare se l’uovo da cova è maschio o femmina.  Anche in Italia, Assoavi, l’associazione dei più grandi produttori di uova, ha dichiarato di volersi impegnare a favore di queste metodiche a seguito del dialogo con Animal Equality, organizzazione internazionale impegnata nella lotta contro le crudeltà verso gli animali da allevamento. È la dimostrazione che la tecnologia, se utilizzata correttamente, può dare un contributo rilevante alla soluzione dei problemi del mondo.

Marta Ferrazzi

ferrazzi.marta@gmail.com

 

 

 

 

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