IL TUB – TRIBUNALE UNIFICATO DEI BREVETTI

C’è una partita che l’Italia non dovrebbe perdere: l’attribuzione a Milano, in sostituzione di Londra, della sede locale del Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB). Per i non addetti ai lavori, in Europa il TUB, a cui l’Italia ha aderito nel 2015 – a spartizione di compiti già avvenuta tra Francia, Germania e Regno Unito – avrà competenza esclusiva per le controversie sui cosiddetti brevetti unitari.

 

 

 

 

Per le sedi del nuovo organo giurisdizionale europeo sono state designate Parigi, che ospiterà la Sede Centrale, e Monaco di Baviera per la meccanica; attualmente è da decidere quale sarà quella per le cause brevettuali del settore chimico-farmaceutico. Londra è esclusa per Brexit. Lo scorso settembre il Governo italiano ha ufficializzato la candidatura di Milano quale sede della terza Corte del TUB, nonché di Torino per l’Istituto Italiano per l’intelligenza artificiale. In lizza per l’assegnazione della sede locale pare ci siano Paesi Bassi e Danimarca.

 

Mentre Milano lavora alacremente al dossier di candidatura, con il coordinamento di Marina Tavassi, già Presidente della Corte d’Appello, e con la partecipazione di Istituzioni e di tante forze civiche della città – tra cui in primis il Centro Studi Grande Milano che lavora al progetto dal 2011 – le protagoniste di questa competizione, Germania e Francia, mantengono un profilo di non sbilanciamento. È una politica attendista sulle questioni divisive quale può essere appunto quella di assegnazione di una nuova sede della Corte.

 

I prossimi mesi, sia pur nell’emergenza pandemica, dovrebbero essere impiegati per una quanto mai necessaria azione diplomatica in Europa, dove si gioca l’intera partita, che sondi il sostegno della candidatura di Milano tra i diversi Paesi europei al fine di avere alleati forti al momento della ripresa del sistema.

 

Milano appare la concorrente più favorita rispetto alle altre, sia per numero di brevetti depositati che per numero di contenziosi, oltre che per la presenza di importanti infrastrutture e imprese farmaceutiche. L’indotto economico potrebbe essere davvero importante. Pertanto è auspicabile che l’azione del nuovo Governo non perda di vista questo rilevante obiettivo, di fondamentale interesse per lo sviluppo del nostro Paese.

 

L’Italia ha bisogno di costruttori competenti e instancabili affinché i sogni diventino realtà: a Milano ce n’è più di uno e da qualche giorno anche la Capitale collabora. State sintonizzati.

 

Daniela Mainini

info@anticontraffazione.org