IL SALE

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Il sale comune o Cloruro di Sodio è un’ importantissima molecola indispensabile alla vita, è importante per gli scambi cellulari di membrana, permette il controllo dello stato di idratazione e dell’equilibrio acido-base di tutto l’organismo.
Negli alimenti vegetali il sale è scarso, tanto che gli animali erbivori, che ne sono sempre carenti, se trovano del sale lo leccano. Anche negli alimenti animali non è molto presente e infatti nella nostra storia evolutiva il problema è sempre stata la carenza di sale e per questa ragione il nostro organismo è diventato bravissimo a trattenerlo ma meno a eliminarlo.

 

 

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Nella storia recente le cose sono cambiate: primo, perché ora il sale è disponibile in grandi quantità e a costi irrisori, secondo perché l’industria alimentare aggiungendolo in grandi quantità a materie prime, anche scarse, è in grado di “sfornare” prodotti molto appetibili.

 

 

Quanto ne serve

 

Il fabbisogno nutrizionale di Sodio, si aggira attorno ai 200 mg al giorno, ma il nostro organismo ne tollera senza problemi fino a 2 g che corrispondono a circa 5 g di sale (60% da Cloruro e del 40% da Sodio); oltre questo valore, l’accumulo di Sodio può portare a complicanze più o meno gravi che vanno dall’ipertensione, all’irrigidimento delle arterie, all’ipertrofia cardiaca ventricolare, all’osteoporosi.
Mediamente, un Italiano assume circa 10 g di sale al giorno, esattamente il doppio del valore massimo indicato come limite di assunzione. Purtroppo, il problema riguarda tutti noi: del sale quotidianamente assunto, solo circa il 15% deriva dalla saliera domestica, mentre l’85% è “nascosto” nei prodotti che assumiamo tutti i giorni, sia salati che dolci.

 

 

Occhio alle etichette!

 

Che le patatine in sacchetto siano piene di sale, lo sappiamo tutti: ne contengono quasi un grammo  per 100 g di prodotto. Ma se vi dicessi che un donut (frittella dolce) al cioccolato contiene più di un grammo di sale, che cosa ne direste? E le barrette al cioccolato per bambini? … Lo sapevate che un toast con 40 g di prosciutto crudo e una sottiletta di formaggio contiene più di 3 g di sale?
È necessario imparare a leggere le etichette e a selezionare gli alimenti non solo in base alle calorie, al contenuto di zuccheri e di conservanti, ma anche in base al sale, che purtroppo è tutto uguale: il sale da cucina per potere essere chiamato sale alimentare deve contenere almeno il 97% di Cloruro di Sodio e le proprietà terapeutiche e gustative dei vari sali naturali provenienti da chissà quale sito molto spesso sono frutto soltanto di politiche commerciali, un esempio ne è il sale rosa dell’Himalaya (vedi nello spazio dedicato).

 

Andrea Fossati
fossatiandrea@centroemmea.it
www.centroemmea.it

 

BOX
La leggenda del Sale rosa dell’Himalaya
  • Il sale rosa dell’Himalaya viene dalle pendici della famosa catena montana
    Falso: viene dalla miniera del Khewra nella pianura pakistana la più grande miniera industriale dell’Asia, distante 300 km dalla Catena himalayana.
  • Il colore rosa deriva dal fatto che non è lavorato ma è grezzo
    Falso: il colore rosa è dovuto a semplici infiltrazioni di Ossido di Ferro (la ruggine).
  • Contiene elementi preziosi
    Falso: contiene gli stessi minerali del normale sale marino e non solo non contiene Iodio (molto prezioso per la tiroide), ma può contenere Cadmio che in alte concentrazioni può diventare cancerogeno.

 

 

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