Il pesce magico tra leggende, tradizioni natalizie e cucina. Il luccio – pesce d’acqua dolce lungo e schiacciato, con una caratteristica bocca a becco d’anatra dotata di denti acuminati e una colorazione della pelle che varia tra il bianco giallo e il verde marrone a seconda dell’habitat e del colore dell’elemento in cui nuota – è una delle creature marine che più ha attratto e alimentato, nei secoli, la fantasia popolare. Originario dell’Europa, dell’Asia settentrionale e del Nord America, oggi vive in laghi, fiumi e zone umide di tantissime aree del pianeta, prediligendo acque calme e vegetazione abbondante, che gli permettono di mimetizzarsi per cacciare.

È un predatore versatile – si nutre di altri pesci, anfibi, e occasionalmente di piccoli mammiferi o uccelli acquatici – e svolge un importante ruolo di regolatore naturale dell’ecosistema: sceglie infatti, principalmente, come prede pesci malati o feriti. Probabilmente per questo suo ruolo ecologico, per la sua morfologia particolare e le sue caratteristiche comportamentali, il luccio è una creatura che da secoli alimenta la fantasia popolare, arricchisce le tavole delle feste e, come simbolo della natura, è protagonista di vari racconti nelle culture russe e nei Paesi nordici.
In molte fiabe dell’Europa orientale, è un simbolo magico. Abitante delle misteriose profondità dei laghi e dei fiumi, rappresenta il legame con un mondo invisibile e sovrannaturale. Nei racconti slavi, ad esempio, può esaudire desideri, mentre nel folclore nordico simboleggia forza e astuzia, ma anche generosità della natura verso chi la rispetta. Nella tradizione russa, il luccio parlante appare in tantissimi racconti e fiabe; quella più nota, conosciuta da tutti i bambini, è Emelya e il luccio, il racconto di un ragazzo stolto che, scavata una buca nel ghiaccio, vede nell’acqua un luccio, l’afferra con la mano e, una volta che lo ha acchiappato, ne scopre la magia, sentendolo dire, con voce umana: «È il luccio che comanda, è Emelya che rimanda…».
Tradizioni natalizie e simbolismo
Non solo. Il luccio è associato al Natale in diverse culture dell’Europa centrale e settentrionale, specialmente in Russia, Polonia e Germania. Per due motivi, principalmente. Il primo perché in diversi Paesi nordici gli ornamenti natalizi riflettono elementi della natura locale, tra cui animali come uccelli, cervi e pesci, e il luccio è, tradizionalmente, un motivo decorativo natalizio; il secondo perché in molti luoghi dai climi rigidi è uno dei pesci più facili da catturare e conservare in ogni periodo dell’anno, e quindi, durante la vigilia natalizia, in cui tradizionalmente si osserva il precetto religioso che richiede l’astinenza dalle carni, diventa ingrediente principale e re della tavola. In Polonia, il luccio in gelatina è addirittura uno dei 12 piatti simbolici della “Cena della Vigilia”, rappresentando abbondanza e fertilità.
Anche in Italia questo pesce, soprattutto nelle regioni del Nord, è un elemento importante della cucina. Le ricette più note sembrano essere: luccio in salsa mantovana, una ricetta tipica lombarda, dove il pesce viene cotto e condito con una salsa a base di capperi, acciughe e pane raffermo e accompagnato dalla polenta; luccio alla certosina, specialità bresciana che prevede una cottura lenta con verdure ed erbe aromatiche; ma anche, in centro Italia, luccio alla bolsenese, preparazione laziale, nella quale il pesce viene cotto con aglio, peperoncino e vino bianco, esaltando i sapori mediterranei.
Facendo un rapido giro in Europa, si trovano altre ricette interessanti. In Francia è nota la quenelle de brochet, un elegante soufflé di luccio con salsa di gamberi; in Finlandia è una specialità tradizionale quello ripieno, cotto al forno, arricchito con erbe e spezie locali; in Germania e Austria è tipico servire durante le feste il luccio marinato, freddo, con salse agrodolci.
Valori nutrizionali e benefici
La sua carne è magra, ricca di proteine (circa 19 g per 100 g di prodotto) e povera di grassi (0,9 g per 100 g), con un apporto calorico contenuto (circa 81-88 kcal). È una buona fonte di vitamine del gruppo B, vitamina A e minerali come potassio, fosforo e ferro. Grazie al basso contenuto di grassi saturi e alla presenza di omega-3, il luccio è un alimento salutare, ideale per chi cerca un’opzione leggera e nutriente. Tuttavia, il consumo dovrebbe essere moderato in caso di colesterolo alto, poiché ne contiene una certa quantità nelle membrane cellulari del muscolo e degli organi. Inoltre, è un pesce dalle carni delicate ma ricche di lische, che richiede quindi attenzione nella preparazione.)
Dalle acque gelide dei laghi nordici ai caldi fornelli delle cucine italiane, il luccio ha viaggiato attraverso secoli e culture, mantenendo intatta la sua magia. Protagonista di fiabe, piatti delle feste e tradizioni, questo pesce è un ponte tra natura, simbolismo e sapori. Se avete la fortuna di assaggiarlo, lasciatevi conquistare dalla sua eleganza e dalla sua storia senza tempo.
Marta Pietroboni
