IL LATTE D’ORO

La bevanda, formulata secondo i principi dell’Ayurveda, l’antica medicina tradizionale indiana, è diventata trend nei bar. Negli ultimi anni, nei menu dei locali più attenti al benessere di tutto il mondo, ha iniziato a comparire un preparato vellutato e dorato, il golden milk (latte d’oro). È caldo, a base di latte (vaccino o vegetale) e curcuma, arricchito quasi sempre con spezie come zenzero, cannella, pepe nero e, a volte, miele o dolcificanti naturali. Noi occidentali lo scopriamo oggi, ma in realtà ha origini antichissime… Chiamato in hindi ‘haldi doodh’ e in nepalese ‘besaar doodh’ (letteralmente latte di curcuma) è una bevanda tipica della tradizione ayurvedica perché agisce come un potente equilibratore dei Dosha, le tre forze vitali fondamentali che governano le funzioni psicologiche e fisiologiche di ogni individuo. Viene preparato da sempre nelle case indiane e nepalesi come rimedio naturale contro raffreddore, dolori articolari, problemi digestivi e insonnia. Il vero segreto della sua efficacia non risiede nei singoli elementi, ma nella straordinaria sinergia chimica e biologica che si crea unendoli.

 

 

La curcumina, ottimo antiossidante naturale, da sola ha un grandissimo limite: una bassissima biodisponibilità. Significa che il nostro intestino fa molta fatica ad assorbirla e tende a eliminarla subito senza integrarla. La combinazione con il latte è fondamentale. I grassi naturalmente presenti nel latte intero (o l’aggiunta di olio di cocco/ghee) sciolgono la curcuma – che è liposolubile – e inglobano la curcumina, permettendo alle pareti intestinali di assorbirla efficacemente. Ma in questa bevanda un altro ingrediente è essenziale: il pepe nero. La sua presenza è l’elemento metabolico più importante: la piperina blocca temporaneamente l’enzima del fegato che distrugge la curcumina. Studi scientifici confermano che l’unione di pepe nero e curcuma aumenta la biodisponibilità della seconda e l’assorbimento della curcumina fino al 2000%.

Anche la temperatura gioca un ruolo. Il latte caldo non solo rende la bevanda confortante prima di dormire. Il suo calore agisce anche come catalizzatore che attiva e scompone i legami chimici delle spezie, rendendo i diversi principi attivi immediatamente pronti per essere assimilati dal corpo e potenziando l’effetto rilassante sulla digestione.

Oggi il golden milk è diffuso in molte parti del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa, fino all’Australia, spesso reinterpretato in chiave moderna con latte vegetale di avena o mandorla e spezie aggiuntive. Ma adesso anche voi potrete preparare la vostra versione!

 

Marta Pietroboni

marta.pietroboni@cibiexpo.it

 

 

 

I Dosha

Secondo la medicina ayurvedica, i Dosha (Vata, Pitta e Kapha) sono le tre forze vitali che governano il nostro equilibrio psicofisico e che oscillano continuamente in base ad alimentazione, stress e stile di vita. Quando si parla di un loro “accumulo eccessivo”, si intende che una di queste energie cresce a dismisura fino a “straripare”, trasformando le sue funzioni positive in veri e propri disturbi. Ad esempio, se l’energia del movimento (Vata) si accumula nel sistema nervoso genera ansia e insonnia, mentre l’eccesso dell’energia del calore (Pitta) provoca acidità e infiammazioni. Il benessere si raggiunge quindi mantenendo queste forze nei loro livelli originari, prevenendo i blocchi fisici e mentali causati dal loro sovraccarico.

Rimedi tradizionali come il Golden Milk agiscono proprio per calmare i Dosha alterati e ripristinare l’armonia naturale dell’organismo.