Il melograno appartiene alla famiglia delle Punicaceae ed è pianta di bell’aspetto, con foglie lucide e grandi fiori rossi; produce il frutto da ottobre a dicembre. È sicuramente una pianta conosciuta dall’origine della civiltà. Persino nell’Antico Testamento il suo frutto, la melagrana, è citato come “simbolo di ogni perfezione”, misterioso e bellissimo. Molto amato nell’antichità, è da sempre simbolo di fertilità e abbondanza, da ciò nasce l’abitudine di donarlo nel periodo di Natale e Capodanno.

La mitologia lo racconta legato in modo indissolubile alla figlia della dea della fertilità Cerere, Proserpina (in Grecia Persefone), che è rappresentata spesso con il prezioso frutto in mano.
Lasciando il mito, pare che l’albero di melograno sia stato diffuso attraverso i Fenici nell’area del Mediterraneo, in Egitto e in Grecia. In Italia arrivò proprio nel periodo delle guerre puniche e divenne un simbolo per le spose dei Romani che ornavano il capo con i bei rami della pianta.
Ancora oggi, in alcune zone della Turchia, vive l’usanza, per la novella sposa, di gettare sul pavimento una melagrana e osservare quanti semi ne escono, numero rivelatore dei figli che avrà nella vita.
Anche nel Cristianesimo la melagrana è un simbolo e, come si può osservare in molti celebri dipinti, Gesù Bambino è spesso ritratto con il frutto, a significare l’amore, il sacrificio, ma anche la Chiesa che unisce tutti i popoli della Terra.
Da un punto di vista alimentare, si sa che già nella cucina medioevale la melagrana era un ingrediente immancabile: se ne utilizzavano i semi nei ripieni e il succo nelle salse. Oltre al sapore, ciò che affascinava era l’aspetto del frutto, quasi uno scrigno: dentro una scorza coriacea, semi rossi, simili a rubini.
Come scegliere e conservare la melagrana
La melagrana appare come una grossa bacca tonda, sormontata da un calice aperto. La buccia è coriacea, di colore rosso acceso o giallo-arancione. All’interno, in una dozzina di logge irregolari, vi sono i semi, avvolti da una polpa gelatinosa molto succosa, dal sapore aspro, di colore rubino o granato. Bisogna scegliere frutti senza spaccature, con la buccia di colore vivo. Si conserva abbastanza a lungo, a temperatura ambiente, in un luogo aerato, buio e asciutto.
Per liberare i semi, bisogna incidere la superficie della scorza e staccarla dopo averla sollevata con la punta del coltello. Per ottenerne il succo, si mettono i semi nella centrifuga, oppure, in mancanza, si può utilizzare lo schiacciapatate. Dal succo si ottiene il classico sciroppo, chiamato “granatina”, utile per dare colore e sapore a molte bevande e cocktail.
Nel periodo natalizio, i frutti di melograno, meglio di dimensioni medie, disposti armonicamente su un vassoio, diventano un sontuoso e beneaugurante centrotavola.
Toni Sàrcina
