IL FRUTTO DEL DRAGO

frutto del drago

Il nome – “dragon fruit” – deriva da una leggenda cinese, diventata un’ottima strategia di mercato.

La pitaya o frutto del drago è un prodotto esotico. Appartiene alla famiglia dei cactus. Originaria dell’America Meridionale, è diventata protagonista sulle tavole italiane grazie alla coltivazione nel sud-est asiatico. Il Vietnam è il suo più grande esportatore.

 

 

Secondo la leggenda cinese, il frutto veniva espulso durante le battaglie dai draghi sputafuoco che, prima di morire, lo scagliavano contro i nemici. Nel caso di vittoria, il frutto era portato come tributo all’imperatore, mentre il drago veniva sacrificato e le sue carni date in pasto ai soldati per renderli più forti.

 

Caratteristiche e proprietà

Il frutto del drago più comune in commercio si presenta con la buccia rossa e ha, all’interno, una polpa bianca. Esistono anche altre varianti che differiscono soprattutto per il colore: buccia gialla e polpa bianca oppure buccia rosa e polpa rossa. Colpisce subito l’aspetto del rivestimento esterno, il quale non è buono da mangiare ed è costituito da piccole foglie sovrapposte, simile appunto all’immaginaria pelle di drago. All’interno, la polpa, cremosa, è ricca di piccoli semi neri commestibili. Il sapore è dolce e delicato. Il frutto del drago contiene pochissime calorie ed è ricco di minerali e vitamine.

 

Come scegliere il frutto del drago

Alcuni consigli per l’acquisto. Nella scelta di questo frutto esotico bisogna prestare attenzione a diversi elementi: al colore della buccia, che deve essere vivace, e alle estremità delle foglie fresche, che bisogna controllare non siano appassite e quindi tendenti al marrone; facendo una piccola pressione, è giusto che il frutto offra resistenza; se è troppo morbido, significa che non è freschissimo.

 

Utilizzo in cucina

Il frutto del drago, che richiama per certi versi il kiwi, si può consumare semplicemente sbucciandolo, oppure tagliandolo a metà e mangiandone la polpa con l’aiuto di un cucchiaino. È possibile anche aggiungerlo alla macedonia con un po’ di succo di limone. Alcuni utilizzano la buccia per preparare delle tisane oppure la polpa essiccata come spuntino.

In Italia è possibile acquistarlo online al prezzo di 4-8 euro al chilogrammo.

Se vi piace il sapore della polpa, la potete trovare nell’industria dolciaria, che la usa nella produzione di bevande e gelati. Se invece v’interessa la pianta, viene venduta per esempio dall’azienda agricola Carmazzi, in frazione Torre del Lago Puccini, in provincia di Viareggio.

Giovanni Romano

giovanni.romano@cibiexpo.it

 

 

 

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