IL FERRO

Se è vero che la carenza di una vitamina, o di un minerale, può portare a gravi conseguenze, è altrettanto vero che la nostra vita è in primo luogo legata all’ossigeno: lo inspiriamo più di 3.000 volte al giorno, lo trasportiamo e lo consumiamo grazie ai globuli rossi e all’emoglobina in essi contenuta. La parte fondamentale di tutto il sistema è un piccolo “apparato” chiamato eme, che al centro ha una molecola di ferro.

 

 

 

 

Fonti alimentari e assorbimento

 

Le principali fonti alimentari del ferro sono: la milza e il fegato animale, la carne, in particolare quella di cavallo, la trippa, l’uovo di gallina, la bresaola, il prosciutto, il parmigiano, le ostriche, le cozze, il radicchio, il prezzemolo, i fagioli freschi, gli spinaci, l’indivia, i fiocchi d’avena, i legumi secchi, le noci secche, le mandorle, il cacao.

 

Il ferro alimentare viene assimilato in una modesta frazione ed è presente in due componenti:

-il ferro emico (derivante dal gruppo eme), presente nella mioglobina ed emoglobina degli alimenti animali, assorbito in elevata percentuale;

-il ferro non emico, legato principalmente a proteine e altre molecole negli alimenti vegetali, nelle uova e nei latticini, più difficilmente assimilato.

 

Gli alimenti ricchi di vitamina C favoriscono l’assorbimento intestinale del ferro non eme, che è invece contrastato dagli alimenti ricchi di fibre vegetali, di fitati come i cereali integrali e i legumi secchi, e di calcio come latte e formaggi.

 

 

RDA (Recommended Daily Allowance)

 

L’assunzione giornaliera raccomandata varia a seconda delle diverse fasce d’età e del sesso: 11 mg fino ai sei anni, 13 mg sino ai diciott’anni, 18 mg nelle bambine adolescenti e nelle donne adulte (per le perdite mestruali), 10 mg oltre i 60 anni e ben 27 mg durante la gravidanza.

 

 

Carenze

 

Sono a rischio di carenze: i soggetti con insufficiente apporto di alimenti contenenti il ferro o di vitamina C, che ne aiuta l’assorbimento; chi fa largo uso di sostanze che lo riducono; gli sportivi, gli anziani, le gravide; chi ha particolari patologie e sindromi da malassorbimento.

 

Non tutte le forme di anemia sono legate all’assenza di ferro. In realtà, solo l’anemia sideropenica è specificamente connessa alla carenza dello ione ferro. Anche un eccesso di ferro non è positivo, poiché causa un accumulo in numerosi organi, soprattutto nel fegato, compromettendone la funzionalità. Nel prossimo articolo le conclusioni sui micronutrienti, con cenni all’integrazione intelligente.

 

Andrea Fossati

ed Elisabetta Amoruso

fossatiandrea@centroemmea.it

wwww.centroemmea.it