IL DIMOSTRATORE ARCA

Da sempre la terra ci nutre, secondo un regolare e delicato equilibrio, che si basa sulla cooperazione, sinergica e costante, tra uomo e natura. Il modello agricolo “dare-avere”, secondo il quale ogni seme, piantato e curato con dedizione, racchiude in sé la forza di germogliare, crescere e tramutarsi in fonte di sostentamento, ha subito, nel corso degli anni, una profonda trasformazione. Si è passati dalla più antica e semplice semina manuale, all’utilizzo di trattori e trebbiatrici, fino ad arrivare a quella che è stata definita “rivoluzione verde”, una profonda evoluzione tecnologica che ha visto l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, al fine di incrementare la produttività a discapito della sostenibilità.

 

 

Oggi, le pratiche agricole moderne stanno vivendo una forte trasformazione, grazie all’utilizzo di tecniche atte a soddisfare il fabbisogno dell’intera popolazione mondiale, in continuo aumento, senza compromettere la disponibilità delle risorse per le generazioni future. Attuare un’agricoltura sostenibile è ormai una necessità imprescindibile per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità, alla riduzione di risorse fondamentali per il sostentamento.

Nel nostro paese, il settore AgriTech (agricultural technology – insieme delle tecnologie avanzate per ottimizzare la produzione, ridurre i costi e aumentare la sostenibilità ambientale – è in continua crescita, grazie ad una serie di iniziative e di incentivi economici, sia pubblici che privati.

Ora più che mai, si riconosce l’importanza di promuovere le nuove tecnologie digitali e le strategie Farm to Fork (dal produttore al consumatore) per raggiungere l’ambizioso obiettivo della neutralità climatica da raggiungere entro il 2050.

È proprio in questo contesto che nasce il Dimostratore ARCA, all’interno del Polo Universitario dell’Università degli Studi di Napoli Federico II di San Giovanni a Teduccio, inaugurato il 10 aprile scorso dal Centro Nazionale Agritech.

Si tratta di un hub per la ricerca e l’innovazione, un luogo in cui le imprese possono realmente interagire con il mondo universitario, colmando quella che viene definita “valle della morte” dell’innovazione, ovvero la distanza esistente tra il risultato scientifico e la sua applicazione commerciale.

“ARCA è un hub per le imprese dove di potranno fare studi pilota sull’utilizzo delle tecnologie. Si tratta di una struttura strategica che rende visibili e accessibili i risultati della ricerca più avanzata applicata all’agroalimentare, mettendo in connessione università, imprese e territori” afferma Matteo Lorito, Rettore della Federico II e Presidente Fondazione Agritech.

Primo in Italia, ma anche in Europa, in grado di ospitare più di 200 ricercatori, ARCA si sviluppa su cinque livelli, ciascuno dedicato a un definito ambito scientifico:

  • Piano terra: 9 ecotroni (impianti di ricerca modulari utilizzati per simulare e monitorare condizioni climatiche ed ecosistemi controllati) di ultima generazione e camere climatiche avanzate per la risposta delle colture, in grado simulare microclimi differenti e monitorare le reazioni fisiologiche delle piante alle diverse condizioni ambientali.
  • Primo piano: robotica e automazione agricola, dove robot, di diverse dimensioni e configurazioni, sono in grado di sondare terreni impervi, effettuare rilevamenti topografici e simulare operazioni in campo.
  • Secondo piano: coltivazioni fuori suolo e col­ture pro­tette gra­zie alle camere cli­ma­ti­che, in grado di dare indi­ca­zioni sulle migliori meto­do­lo­gie, dall’aero­po­nica all’acqua­po­nica, fino al sub­strato sin­te­tico.
  • Terzo piano: recupero e valorizzazione degli scarti attraverso gestori, fermentatori e altre apparecchiature di termochimica.
  • Quarto piano: biologia molecolare (in fase di allestimento)

 

Il nome ARCA

Non è stato scelto solo perché acronimo di Agritech Research Center Arena, ma anche perché racchiude in sé il significato simbolico di custode di biodiversità.

Uno dei punti di forza dell’hub è avere spazi dedicati predefiniti per l’esposizione di piante a microclimi diversi, in modo da poter studiare il loro adattamento ai cambiamenti climatici.

L’innovazione consiste nell’ avere la possibilità di cambiare in maniera estremamente precisa l’ecosistema in cui le piante si sviluppano e avere, attraverso l’utilizzo di molteplici tipologie di sensori, un monitoraggio puntuale e costante, attraverso il quale è possibile valutare eventuali variazioni dei parametri di crescita in base ai diversi fattori di stress.

ARCA promette davvero di fare la differenza poiché mette in relazioni processi e soluzioni inerenti a tutta una serie di problemi, legati alla sfera della sostenibilità ambientale, come il riciclo degli scarti e l’utilizzo delle risorse idriche.

Inoltre, con 250 tecnologie, 23 start-up, 30 living labs, 1000 pubblicazioni in quattro anni di attività, l’hub evidenzia il successo di un modello di ricerca collettiva.

Dopotutto la sostenibilità è una responsabilità di tutti, e solo attraverso un impegno serio e condiviso si potrà definire e attuare un modello produttivo circolare, finalizzato ad azzerare le differenze economiche e sociali.

Marina Greco

marina.greco83@hotmail.com