IL CHICCO DEL BUEN VIVIR

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quinoamaranto

 

L’Expo è finita, ma a Milano per fortuna non si è smesso di parlare di agricoltura, alimentazione e progetti di sviluppo.

Ieri, in casa Leemann, il raccolto ma conosciutissimo ristorante Joia, si è discusso di futuro.

Alla presenza della console generale dell’Ecuador a Milano, Narcisia Soria Valencia, Chiara Rossetto, Ceo di Molino Rossetto, e Ilaria Lenzi, reletionship manager di OXFAM italia – una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo – hanno raccontato la recente esperienza di formazione e “accompagnamento verso l’autonomia” vissuta con le donne della comunità di Cotacachi, coltivatrici di quinoa e amaranto (pseudo cereali oggi molto rivalutati perché senza glutine ma molto proteici).

L’obiettivo a lungo termine è quello di realizzare una sorta di progetto di filiera per commercializzare anche in Italia – in edizione limitata – proprio i prodotti raccolti dalle donne coinvolte nel progetto Oxfam.

Tantissime le occasioni di collaborazione generatesi a seguito del viaggio americano, in Italia.  Nuove collaborazioni e nuove strade di cui vi parleremo presto.

L’ottimo menu a tema (panzella di quinoa, locro de quinoa, terrina di cioccolato e amaranto, biscotto di amaranto e saraceno, gelatò di caffè) preparato da Pietro Leemann e dalla chef ospite Jonathan Farinango non ha fatto altro che rendere più piacevole la mattinata.

 

 

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