I LADRI DI TERRA O IL LAND GRABBING

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

Grandi appezzamenti di terreni nei Paesi più poveri vengono acquistati o affittati da parte di multinazionali straniere o autorità nazionali (Cina, Paesi del Golfo), con la complicità dei governi locali, che agiscono per ignoranza e, a volte, con poca trasparenza. Alcuni di questi contratti, analizzati dalle associazioni, sono risultati composti da pochissime pagine, hanno firme a volte poco identificabili e non hanno requisiti che garantiscano la correttezza della transazione.

 

 

Land_grabs_drama

 

 

Il fenomeno è di grandi dimensioni: si stima, per esempio, che nell’ultimo decennio sia stata venduta o data in concessione quasi sette volte la superficie dell’Italia. A essere colpita maggiormente dal land grabbing è soprattutto l’Africa: dal 2000 a oggi oltre il 42% delle terre acquistate si trovano in quel continente.

Lo studio “Secure Land Rights for All”, realizzato dal programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, stima che 5 milioni di persone ogni anno subiscono espropri di terra e sono costrette a migrare, abbandonando la propria casa, il proprio villaggio, la propria terra. È questo un altro dei tanti diritti minacciati dal land grabbing.

Al Parlamento europeo ci siamo occupati più volte della questione su cui l’aula di Strasburgo si è espressa con varie risoluzioni. Sul tema lavora anche la Commissione europea e ora ci stiamo impegnando per allargare la lotta a livello internazionale. Per questo motivo ho insistito per inserire il problema del land grabbing nella Carta di Milano che rappresenta l’eredità culturale dell’Expo. Per “nutrire il pianeta” non bisogna occuparsi solo di sicurezza alimentare intesa come Safety (a sostegno degli individui, ndr) e come Security (sicurezza nell’ambiente, ndr ), ma anche dell’accesso alla terra, cioè dell’importanza che il cibo sia disponibile per tutti. Ci sarebbe una terza S oltre a Security e Safety, e cioè Sovereignty (sovranità alimentare), ma il tema purtroppo è ancora ben lontano dall’essere sancito come diritto acquisito, soprattutto per le popolazioni del Sud del mondo.

 

Patrizia Toia

 

 

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row]