I FILINDEU, I “FILI DI DIO”

È la pasta sarda per minestra, formata da un reticolo di sottilissimi fili, che sanno fare meno di 10 persone al mondo.

Alcuni fortunati potrebbero averli assaggiati, immersi in un brodo caldo di pecora con tocchettini di formaggio fresco che lentamente si fondono; ma, appunto, è cosa ormai assai rara.

 

 

I filindeu, fili sottilissimi di semola di grano duro, acqua e sale, richiedono un procedimento lungo e complesso, che riescono a ripercorrere alla perfezione solo le mani abilissime di chi per decenni ha osservato all’opera le generazioni più anziane: la paziente lavorazione del panetto di semola sul tavolo, per renderlo morbido ed elastico; l’allungarlo e piegarlo, tenendolo tra le mani, per ben 32 volte; lo stendere sul canestro di asfodelo – in 3 strati sovrapposti e incrociati – i 256 sottilissimi e resistenti fili ottenuti; il portarli ad asciugare al sole. Durante l’essicazione, gli strati di spaghettini si attaccano tra loro dando vita a una sorta di garza di pasta, che viene poi rotta con le mani in pezzi irregolari e cotta nell’acqua bollente, come ogni altro tipo di formato. La ricetta tradizionale prevede un brodo di pecora portato a ebollizione in cui far sciogliere dei pezzetti di formaggio fresco per buttarvi poi i filindeu, che vanno cotti 1 minuto. Piatto povero e antico, menzionato anche da Grazia Deledda, è noto come “la minestra dei pellegrini”. Il nome si deve al fatto che, storicamente, veniva offerto ai viandanti diretti al santuario di Lula dedicato a San Francesco.

Pare che oggi, in tutto il mondo, siano meno di una decina le persone che sanno fare questo tipo di pasta, e che persino cuochi esperti non siano riusciti a ottenere risultati soddisfacenti. Io sono rimasta colpita da Paola Abraini. Raccontava di come, giovanissima, andando a trovare il futuro marito, avesse visto la suocera che li preparava e ne fosse rimasta rapita. E di come poi, vinta la timidezza, si fosse proposta di aiutarla, non sapendo che in seguito avrebbe dedicato una vita ai filindeu.

Signora nuorese elegante e garbata, è ormai nota in tutto il mondo grazie alla bravura e alla passione che mette nel preparare questa pasta speciale. È stata intervistata dalla BBC, dalla CNN, perché da anni prova a raccontare e tramandare una delle tante tradizioni che sembrano destinate a scomparire. Ha ospitato chef come Jamie Oliver e diverse altre celebrità che l’hanno raggiunta in Sardegna per imparare, e ovviamente ha insegnato alle figlie, ma è ancora senza eredi. Qualcuno di voi è pronto a mettersi alla prova?

Marta Pietroboni

marta.pietroboni@cibiexpo.it

 

 

 

 

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