GLI ESAMI NON FINISCONO MAI

È il titolo dell’ultima commedia del grande Eduardo De Filippo: il protagonista, certo di aver superato l’ultimo esame della sua vita, si accorge invece che da quel momento sarebbe iniziata una strada tortuosa, con nuovi e più logoranti “esami”.

Nella ristorazione le cose non vanno diversamente e nel tardo autunno di ogni anno ci si mette in fermento poiché stanno per uscire le nuove guide e l’attesa è piena d’ansia: chi saranno i promossi e chi i bocciati?

 

 

 

 

Forse la tensione è eccessiva e sarebbe bene ricordare che l’unico vero giudice per ogni locale rimane, incontrastato, il cliente che, se contento, tornerà, altrimenti, indipendentemente dalle valutazioni di ogni guida, prenderà altre vie.

 

In fondo, a un ristorante il cliente chiede cose molto semplici:

  • gentile accoglienza
  • buon livello di cucina con materie prime selezionate
  • servizio e cantina adeguati al livello del locale
  • rapporto qualità prezzo corretto.

Queste qualità sono indispensabili in ogni categoria e la ristorazione italiana sta facendo grandi sforzi per raggiungere tutti i parametri indicati, confrontandosi con la migliore ristorazione straniera.

 

 

Le Guide Gastronomiche sono ancora utili?

 

Certamente sì perché forniscono indirizzi utili e indicazioni sul livello dei diversi locali. Tuttavia, a eccezione della “Rossa” Michelin, le guide sono redatte ancora con troppi personalismi, cioè legate ai gusti dei singoli “ispettori” che, spesso, non coincidono con i riscontri pratici della normale clientela, sempre più esperta e in grado di confrontarsi con i giudizi delle guide.

 

 

 

 

Da alcuni anni, inoltre, con il grande e dirompente sviluppo del web, molte guide, attraverso i loro siti specializzati, pubblicano online i giudizi sui ristoranti per l’anno che sta per iniziare. Tra le più qualificate, segnalo quella, molto affermata e di qualità, di Identità Golose che ha recensito ben 1.024 locali: 722 italiani e 302 di altri Paesi.

 

Tra le Guide che hanno pubblicazione anche cartacea, oltre alla “Rossa” Michelin, le più note sono:

  • I Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso, assegna le votazioni in centesimi e forchette (da 1 a 3).  Un particolare riguardo è riservato al rapporto “qualità/prezzo” e alle cantine meritevoli;
  • La Guida d’Italia dell’Espresso,  esprime i suoi giudizi in cappelli (da 1 a 5).

Come per gli altri anni, nelle valutazioni “di punta”, vale a dire nelle prime posizioni, le guide si equivalgono e, quindi, per evitare ripetizioni, farò una disamina più ampia su quanto emerso dalla presentazione della “regina delle Guide”.

 

 

La “Rossa” Michelin

 

È da sempre la più famosa e la più diffusa, anche perché gode di ampia notorietà internazionale. La trepidazione dei nostri ristoratori sulle sue valutazioni è più che giustificata poiché la clientela straniera tiene conto quasi esclusivamente delle sue indicazioni prima di scegliere i locali da visitare nel nostro Paese.  

La Guida Michelin valuta con le forchette (da 1 a 5) l’ambiente e il servizio; le ambitissime “stelle” evidenziano invece la qualità della tavola (da 1 a 3). Da segnalare la parte detta  “Bib Gourmand” che riguarda i ristoranti con buona cucina a costi contenuti.

Per la presentazione dell’edizione 2019, l’appuntamento con la stampa specializzata è stato fissato, per il terzo anno consecutivo, a Parma, Città Creativa Unesco per la Gastronomia, nella sede dell’Auditorium Paganini.

Questi i numeri della nuova Guida:

  • 400 alberghi
  • 100 ristoranti
  • 257 Bib Gourmand.

 

 

 

 

Nella cerimonia di assegnazione delle nuove stelle, si inizia da chi riceve la prima, la più importante nel percorso di un ristorante o di un cuoco di talento. Per il 2019 sono ben 29 gli “stellati” i cui rappresentanti, in gran parte giovani cuochi, salgono sul palcoscenico per ricevere l’attestato dalle mani del giovane nuovo Direttore Internazionale, Gwendal Poullenec.

 

 

I 29 stellati 2019

 

Li indichiamo per territorio, nome del locale e nome dello chef responsabile:

 

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SARDEGNA

Arzachena, ConFusion Lounge, Italo Bassi

 

CAMPANIA

– Bacoli, Caracol, Angelo Carannante

– Caggiano, Locanda Severino, Giuseppe Misuriello

 

ALTO ADIGE

– Bolzano, In Viaggio, Claudio Melis

– Collepietra, Astra, Gregor Eschgfaelle

 

SICILIA

– Catania, Sapio, Alessandro Ingiulla

– Taormina, Lido di Spisone, St. George by Heinz Beck, Giovanni Solofra

 

TOSCANA

– Cerbaia in Val di Pesa, La Tenda Rossa, Maria Probst, Cristian Santandrea

– Lucca, Giglio, Stefano Terigi, Lorenzo Stefanini, Benedetto Rullo

– San Gimignano, Lucignano, Al 43, Maurizio Bardotti

 

LOMBARDIA

– Cernobbio, Materia, Davide Caranchini

– Orzinuovi, Sedicesimo Secolo, Simone Breda

 

PIEMONTE

– Cioccaro, Locanda del Sant’Uffizio, Enrico Bartolini e Gabriele Boffa

– Novara, Cannavacciuolo Caffè & Bistrot, Vincenzo Manicone

– Torino, Cannavacciuolo Bistrot Torino, Nicola Somma

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– Torino, Carignano, Marco Miglioli

– Torino, Spazio 7, Alessandro Mecca

 

PUGLIA

– Lecce, Bros’, Floriano Pellegrino

– Savelletri, Due Camini, Domingo Schingaro

 

TRENTINO

– Madonna di Campiglio, Stube Hermitage, Giovanni D’Alitta

 

BASILICATA

– Matera, Vitantonio Lombardo del ristorante omonimo

 

ROMAGNA

– Rimini, Abocar Due Cucine, Mariano Guardianelli

 

LAZIO

– Roma, Moma, Andrea Pasqualucci

– Viterbo, Danilo Ciavattini del ristorante omonimo

– Vitorchiano, Casa Iozzìa, Lorenzo Iozzia

 

VENETO

– San Bonifacio, Degusto Cuisine, Matteo Grandi

– Verona, 12 apostoli, Mauro Buffo

 

CALABRIA

– Santa Cristina d’Aspromonte, Quafiz, Antonino Rossi

 

FRIULI VENEZIA GIULIA

– Trieste, Harry’s Piccolo, Alessandro Buffa

 

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*Nessun locale ha ottenuto le 2 stelle.

 

 

Toni Sàrcina
altopalato@altopalato.it
www.altopalato.it