GLI AZTECHI

Perché i mexicas, aztechi nella storiografia occidentale, erano cannibali?
“E quello cos’è?”, chiese la nipotina correndo verso un massiccio disco di pietra che occupava un’intera parete del Museo di storia naturale di New York.

 

“Quella è la Pietra del Sole”, disse distrattamente lo zio. “È la prima immagine che trovi su Google se scrivi ‘calendario azteco’; ma, a differenza di quanto pensi la maggior parte delle persone, non lo è. È invece una scultura dedicata a Tonatiuh, il Sole, rappresentato al centro mentre fa una linguaccia, vedi? E, se guardi bene, attorno a lui ci sono le quattro ere, i quattro soli, e più all’esterno…”

“Quattro soli?”

“…Esatto. Secondo la mitologia azteca…”

“E quello invece?”, lo interruppe la nipotina correndo verso un altro oggetto.

Lo zio, rassegnato, pensò: ‘almeno suo fratello non interrompe’; poi si voltò e la seguì.

“Lo vuoi davvero sapere?”

“Sì”

“Quindi ascolterai fino alla fine?”

“Sì!”

“Senza interrompere?”

“…Sì…”

“Bene”.

Lo zio stese una mano verso l’oggetto. “Questa è una statua di Chicomecoatl”.

“Chicome-cosa?”

“Ah-ha! Cosa abbiamo detto sull’interrompere?”

La bambina mise il broncio.

“Chicomecoatl”, riprese lo zio, “la dea del mais, l’alimento più importante per le antiche popolazioni dell’America Centrale; infatti, esistevano molte divinità collegate al mais. Durante la festa di Chicomecoatl veniva scelta una ragazza per…”.

Lo zio si bloccò di colpo: forse era meglio omettere che una ragazza veniva scelta per essere vestita come la dea, liberata della testa, il suo sangue versato su una statua della suddetta divinità e infine scorticata dai sacerdoti che ne avrebbero indossato la pelle come vesti…

Per sua fortuna, una manina svettava verso l’alto…

“…Sì?”, disse lo zio pensando tra sé e sé ‘sono salvo’.

“Ma è vero che gli aztechi mangiavano le persone?”

Salvo un corno…

“Chi te l’ha detto? Tuo fratello?”

La bambina annuì frettolosamente.

La prossima volta che viaggiamo nel tempo mi sente, pensò.

“In effetti sì, a volte…”

“Eccovi!”, disse la madre della bambina salutando dall’altro capo della sala, rimproverata all’istante da una guida turistica con un sonoro ‘shhhh!’

Ma da chi avranno preso i suoi figli…, pensò lo zio, ricambiando il saluto e fulminando con lo sguardo il nipote che avanzava subito dietro di lei.

La bambina corse incontro alla madre, che la prese in braccio.

“Facciamo cambio?”, disse a bassa voce la donna.

“Ottimo, devo giusto scambiare due paroline con tuo figlio”, il quale deglutì sonoramente.

“Perfetto! Io porto Mia al parco giochi”

“Benissimo, noi due continueremo il giro”.

Lo zio attese che madre e figlia uscissero dalla sala, poi piombò a meno di una spanna dal viso del nipote.

“Cosa accidenti ti è saltato in mente di raccontare a tua sorella sul cannibalismo degli aztechi?!”

“Perché ti arrabbi zio? Non le ho detto niente di sconvolgente!”

“Persone che mangiano altre persone sarebbe niente di sconvolgente per te? Vuoi che ti porti a vedere da vicino che bello spettacolo era?”

“Forte!”, disse eccitato il nipote.

Lo zio si colpì la fronte con il palmo della mano.

“Adolescenti… per voi il mondo reale non esiste finché non ci sbattete contro. No, questo è un viaggio che non faremo, a meno che tu non voglia un bel trauma psicologico. Che le hai raccontato?”

“Ma niente… quello che ci ha detto la nostra insegnante…”

Il volto dello zio era il ritratto della rassegnazione. “E sarebbe?”

“…Che dovevano fare dei sacrifici umani perché avevano pochi animali e, quindi, una dieta povera di proteine…”

“Che cosa?!” Allo zio, paonazzo, si gonfiò in modo preoccupante una vena sul collo.

“Quindi non solo hai rischiato di traumatizzare tua sorella, ma le hai anche dato informazioni sbagliate! Che è persino peggio!”

“Ma la nostra insegnante…”

“La vostra insegnante deve cambiare mestiere!”

Il nipote non controbatté, dato che più volte lui stesso l’aveva pensato.

“Quella è una teoria vecchia e superata. Prima di tutto, perché mais, amaranto e fagioli erano delle fonti proteiche più che sufficienti, senza contare che all’epoca nessuno, in nessuna parte del mondo, aveva la minima idea di cosa fosse una proteina, e quindi chi avrebbe mai potuto pensare: siamo carenti qui, meglio ammazzare qualcuno e mangiarcelo! E, secondo, perché l’antropofagia, o cannibalismo se preferisci, era una cosa che si potevano permettere quasi esclusivamente le classi aristocratiche, che, guarda caso, erano le stesse che avevano accesso a più cacciagione e pescato, come cervi, anatre e altri uccelli acquatici, piccoli cinghiali, conigli, iguana, pesci, gamberi, tartarughe, rane, girini e persino vari tipi di insetti, più proteici della carne e considerati tuttora vere leccornie. Per cui l’ipotesi non sta in piedi.”

Lo zio prese un lungo respiro, mentre riprendeva il suo colorito naturale.

“…Ma allora”, chiese il nipote intimorito, “…perché erano cannibali?”

“I motivi del cannibalismo variano a seconda della cultura in cui osserviamo questo fenomeno. Tuttavia, nel caso degli aztechi c’è un particolare interessante: loro non mangiavano esseri umani, ma divinità…”

“In che senso…?”

Curiosi? Lo sapremo a settembre, nella prossima puntata.

Riccardo Vedovato

riccardo.vedovato1994@gmail.com

 

 

 

 

 

 

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