GIUSI BATTAGLIA, ALIAS GIUSINA

Il suo lavoro principale è quello di addetto stampa, ma oggi ha scoperto di essere anche un’efficace intrattenitrice.
Gestisce sempre il suo lavoro da ufficio stampa ma in questi ultimi 2 anni ha accolto come un dono, con entusiasmo e un pò di fatica, una nuova opportunità.  Vediamo quale.

 

 

Sei giornalista professionista

Ho fatto praticantato aHo fatto praticantato a Palermo e superato gli esami di Stato. Poi, in realtà, mi sono sempre occupata di ufficio stampa, che è proprio un altro lavoro rispetto al giornalismo. Ero venuta a Milano sperando di entrare in una redazione, ma non è andata e ne ho anche sofferto. Poi, però, è arrivata l’occasione della mia vita: il primo film da ufficio stampa; e da lì è iniziato tutto. Oggi sono molto felice del mio percorso professionale.

Poi arriva il Covid, ma non ti scoraggi…

Io cucinavo già, e dal 2012 nelle mie pagine social pubblicavo foto di quello che preparavo. Una di queste nel marzo del 2020 ha attirato l’attenzione del direttore di rete di Real Time Food Network, Gesualdo Vercio. Devo tutto a lui, alla sua lungimiranza o alla sua incoscienza, non so. Io all’inizio non avevo accettato la proposta di una trasmissione, e invece lui ha insistito. Dopo un mesetto, ci ho ripensato. È stato il primo programma della televisione italiana girato con i cellulari, grazie a mio marito Sergio, che in una prima vita faceva il cameraman. Sono passati un paio d’anni e… non è piaggeria, è stato tutto veramente inaspettato.

Quello che piace è proprio il “sapore” spontaneo

Ma guarda, io sono quella che sono, nella realtà come in TV. Non potrò mai cambiare. Non è che il mio sogno era fare televisione, ma la vita ti sorprende, nel bene e nel male. A me ha sorpreso anche nel male, ho avuto esperienze negative e dolorose, ma oggi questa opportunità mi ha procurato gioia.

Vedo che le riprese sono fatte in una cucina che immagino sia la tua.

Assolutamente sì, è casa mia. Siamo una piccola troupe, praticamente 5 persone, e questo forse è garanzia di autenticità. I miei due bambini, Marco e Luca, di 6 anni e mezzo, hanno preso coscienza dell’avventura della mamma e ne sono orgogliosi. Ogni tanto si svegliano e dicono: “oggi cuciniamo questa cosa?” E lo facciamo insieme; quindi abbiamo chef Luca e chef  Marco.

E le riprese fatte in esterno?

Quello è uno spin-off della Seacily Edition“Giusina in cucina”, che ho voluto fortemente, ed è stato un grande successo sia in termini di pubblico sia di mission, perché volevo far conoscere i luoghi della Sicilia in Italia e fuori (per fortuna, lo vedono anche in America e in tutto il mondo tramite il web). È stata un’altra bellissima avventura, questa volta nell’agrigentino; spero si possa rifare ogni anno. In tanti mi hanno scritto: “grazie a te ho scoperto posti che non conoscevo”.

Tu sei particolarmente legata alla gastronomia siciliana.

Si, il programma di Food Network di cucina regionale è stato il primo in Italia. Non ce n’era uno nelle TV generaliste. Sono ricette molto varie, figlie di diverse dominazioni. Perfette per i vegani, per i vegetariani, si mangiano parecchie verdure. C’è tanto pesce, tante carni, i dolci sono meravigliosi. Io credo che la cucina siciliana sia una delle migliori al mondo, e non lo dico per campanilismo. Tutti sanno cos’è il cannolo, o la cassata, l’arancina, lo sfincione. Sono prodotti davvero simbolici. Questa è stata una forza. Mi ricordo una delle prime puntate che ho fatto, preparando lo sfincione (una specie di pizza alta e soffice, ndr). Mi scrissero signore di Udine dicendomi: “ma come ho fatto a vivere fino a oggi senza conoscerlo?”

E tu gongolavi!       

Eh, sì. Però ci tengo a sottolineare che nella vita normale non preparo soltanto cibo siciliano. Sono consapevole che ogni cosa ha un inizio e una fine, e anche questa avventura finirà; e dico sempre che, anche se finisse domani, sarei felice, perché comunque la mia missione era quella: far conoscere i piatti della mia terra.

Parlami come ultima cosa delle sfida dei bar…

È stata un’ idea mia; da noi il bar ha un vegani, per i vegetariani, si mangiano significato importante. Il programma
(Ci vediamo al bar – Sapori di Sicilia in sfida) è in onda da fine ottobre. Ho selezionato per ogni puntata un prodotto, salato o dolce, e ho messo 2 bar in competizione: uno scelto da me e uno dall’attore Paolo Briguglia, palermitano, appassionato di cucina. Chi è il più bravo dei due a fare il cannolo? La cosa bella di questo programma è che a giudicare non siamo né io né Paolo. Noi andiamo in un luogo di Palermo con dei vassoi, delle guantiere anonime (lanciamo la guantiera di sfida), i passanti assaggiano e poi saranno loro a dire qual è il migliore. È stata un’esperienza straordinaria.

E i libri?

Il primo, Giusina in cucina, è uscito lo scorso anno; abbiamo superato le 20 mila copie. Io conosco bene il settore editoriale, perché lavoro anche per la promozione di libri e so che è un mercato saturo, soprattutto quello sul tema cucina. E invece è partito a bomba. E quindi mi hanno detto di fare il secondo: si intitola Viaggio in Sicilia e spero possa essere accolto bene tanto quanto il primo.

Sarebbe bello che li traducessero: la cucina siciliana va forte anche all’estero. E poi i siciliani sono ovunque nel mondo.

 

Paola Chessa Pietroboni

direzione@cibiexpo.it

 

 

 

 

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