FICO EATALY WORLD: UNA STRAORDINARIA OPPORTUNITÀ

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Durante il Rinascimento la città era considerata il luogo della civiltà, in antitesi alla campagna. Ma già nel Settecento, come effetto della prima e ammorbante industrializzazione, germogliava l’aspirazione a momenti di sana vita agreste. Nell’Ottocento questo desiderio era ormai ampiamente condiviso. E un secolo e mezzo dopo Sir Patrick Abercrombie realizzava per la Grande Londra, inquinata e puzzolente, il piano che imponeva una cintura verde destinata alla produzione agricola intorno alla periferia della città. Oggi le tematiche ambientali, l’attenzione per la natura, la ricerca della qualità della produzione agroalimentare, sono diventati argomenti di grande e generalizzato interesse. In sintonia con quanto diceva il Mahatma Gandhi: dimenticare come si zappa un campo e come ci si prende cura della terra significa dimenticare se stessi. Con questa filosofia è nato il progetto ormai prossimo all’inaugurazione FICO Eataly World. L’eccellenza italiana dal campo alla forchetta.

 

 

Fico-Eataly-World

 

 

Che cos’è FICO Eataly World?

 

È il più grande parco agroalimentare del mondo. A Bologna, i 100mila metri quadri di FICO, acronimo di Fabbrica Italiana Contadina, includono campi e stalle, fabbriche, luoghi di ristoro, botteghe e mercato. E aree dedicate allo sport, ai bambini, alla lettura e ai servizi, aule didattiche, teatro e cinema, un centro congressi, una Fondazione con 3 università.

Tra poche settimane Fico sarà aperto al pubblico. Visitarlo vuol dire entrare in contatto diretto con l’agricoltura italiana e la sua ricchissima biodiversità: 2 ettari di campi con 2 mila varietà di piante, stalle all’aria aperta con più di 200 animali, 40 fabbriche contadine, dove si producono carni, pesce, formaggi, pasta, olio, dolci, birra… e si osserva dal vivo come si realizza la trasformazione alimentare. Si potrà assaggiare il meglio della gastronomia italiana in 16 ristoranti, oltre 20 chioschi di degustazione di street food e dei prodotti delle fabbriche, 5 bar: più di 40 luoghi di ristoro, dall’alta cucina all’osteria, dalla trattoria al cibo di strada. Oltre a punti di degustazione e bar per spuntini veloci.

 

 

Dov’è FICO Eataly World?

 

FICO è a Bologna, nota per la sua celebre Università, la più antica d’Europa, e per la sua vocazione gastronomica, chiamata per questo“la dotta e la grassa”. Qui si trovano alcune delle aziende che hanno reso   i prodotti italiani famosi in   tutto   il   mondo, dal  Parmigiano  Reggiano  al  Prosciutto  di  Parma, dall’Aceto Balsamico di Modena alla Piadina romagnola. Ha occupato l’area del CAAB (Centro Agro Alimentare Bologna), il mercato ortofrutticolo cittadino, che si è spostato in uno spazio attiguo.

 

 

Perché visitare FICO Eataly  World?

 

Perché è l’unico luogo dove sperimentare dal vivo le filiere del cibo italiano.  Un   percorso che include mercato e   botteghe,  per entrare in contatto con il vero e straordinario Made in Italy. Il mercato copre circa 9mila metri quadri, ed è dedicato alla promozione e alla vendita delle eccellenze italiane. Nelle botteghe gastronomiche sarà possibile degustare i prodotti realizzati nei laboratori. Nelle aree temporanee si alterneranno operatori per la promozione territoriale e stagionale dei prodotti. Ci saranno infine aree riservate ai prodotti non alimentari ma connessi al mondo della natura, della cucina e dello stile italiano.

 

Non mancheranno i percorsi  educativi  che seguiranno  tre  filoni con  l’obiettivo  di  coinvolgere  oltre  100.000  studenti l’anno. L’offerta si struttura in 3 indirizzi:
– conoscere
, con 5 mila attività didattiche per studenti italiani e stranieri;
imparare un mestiere, grazie a 500 stage formativi all’anno per giovani che vogliono imparare un lavoro e adulti che vogliono specializzarsi;
divertirsi, con 1.000 corsi all’anno tra degustazioni e laboratori.

Sempre con finalità istruttive, 6  grandi “giostre” multimediali, dedicate rispettivamente al fuoco, alla terra, al mare, agli animali, al vino e al futuro, creeranno un  percorso didattico tra le principali scoperte relative al mondo naturale. Ogni  giostra è  divisa in sezioni,  ciascuna caratterizzata da una diversa tipologia di approccio: visivo, sensoriale, attivo, pratico e interattivo.

Ancora, 30 eventi e 50 corsi al giorno saranno organizzati con l’obiettivo insieme di divertire e informare. Gli spazi polifunzionali all’interno di FICO permetteranno di costruire un calendario ricco di occasioni, mettendo a tema, per esempio, la ricerca del tartufo, la mungitura, le attività del ciclo agricolo, come la vendemmia, e molto altro ancora. I convegni, tra meeting aziendali e fiere di settore, saranno più di 200 all’anno.

A  FICO,  ognuno troverà  la  tipologia  di  esperienza che più gli si adatta: potrà esplorare il parco liberamente; oppure potrà farsi accompagnare da persone esperte; o ancora si potrà cimentare  in tanti corsi pratici.

Infine per  promuovere  l’educazione  alimentare  e i  saperi  del  cibo,  il  consumo  consapevole,  la  produzione sostenibile,  è  nata la Fondazione  FICO. Al  nuovo ente  si  sono  uniti  alcuni  dei  più  importanti  atenei  e  istituzioni  nazionali  di  ricerca  sul  cibo: l’Università di Bologna, l’Università Suor Orsola Benincasa di  Napoli, l’Università di Trento, il  Future  Food Institute e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, vero cuore scientifico e culturale di Slow Food.

 

Paola Chessa Pietroboni
direzione@cibiexpo.it

 

 

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