EUROPA: UNIONE DEI BAMBINI?

Finalmente la Commissione europea ha presentato una strategia per i minori e il progetto di una Garanzia per l’Infanzia (Child Guarantee). I bambini sono la risorsa più preziosa della nostra società, sono il nostro futuro e la misura della nostra civiltà: “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, recita un antico proverbio africano. Per questo ho sempre trovato inaccettabile che in una società opulenta come quella europea ci siano milioni di bambini costretti a vivere nella povertà e nell’emarginazione.

 

 

Da anni chiediamo all’Europa di intervenire, perché il sogno di Altiero Spinelli non si può ridurre a qualche parametro finanziario, e abbiamo affrontato il tema nell’intergruppo sull’economia sociale al Parlamento europeo, come Gruppo dei Socialisti e Democratici e nella nostra delegazione di eurodeputati Pd.

La situazione dell’infanzia in Europa è preoccupante. Nel 2019 si stimava che ci fossero 18 milioni di minori nell’UE, cioè il 22,2% del totale, in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. E questo prima della pandemia che ha affossato l’economia del Continente e portato una nuova ondata d’indigenza che colpisce i gruppi sociali più vulnerabili e accentua le diseguaglianze.

Per questo è di fondamentale importanza un progetto come quello della Garanzia per l’infanzia, che è uno dei cardini del Pilastro europeo dei diritti sociali e che mira a mobilitare gli Stati membri su dei target come: educazione e cura della prima infanzia, ad esempio evitando la segregazione scolastica; istruzione e attività formative, ad esempio fornendo attrezzature adeguate per l’insegnamento a distanza e organizzando gite scolastiche; almeno un pasto sano per ogni giornata a scuola; e assistenza sanitaria, ad esempio agevolando l’accesso a esami medici e programmi di screening.

Entro sei mesi, i governi dell’UE dovranno presentare piani d’azione nazionali che spieghino in dettaglio come raggiungeranno questi obiettivi. Tra le misure indicate ci sono soprattutto quelle rivolte ai gruppi più fragili, come i minori con disabilità, quelli di origine straniera, migranti e rifugiati, o appartenenti a minoranze etniche, in particolare rom, e bambini che vivono in condizioni socioeconomiche e abitative precarie. Entro sei mesi dall’adozione del provvedimento saranno istituiti dei coordinatori nazionali, responsabili per l’elaborazione di piani pluriennali d’azione e per il monitoraggio dell’attuazione della Garanzia per l’Infanzia.

 

Patrizia Toia – eurodeputata

info@cibiexpo.it

 

 

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