ETICHETTATURA DEL POMODORO

In Italia esiste una grande tradizione di passate fatte in casa. Ma, anche per chi non è capace di prepararle, la scelta al supermercato è molto vasta.

 

 

 

Il primo consiglio è di scegliere prodotti a base di pomodoro 100% italiano, e per questo è necessario leggere bene l’etichetta. Secondo recenti indagini di mercato, un’alta percentuale di consumatori preferisce i prodotti italiani rispetto a quelli importati da altri Paesi UE e, dunque, considera importante conoscere l’origine delle materie prime.

Il decreto del Ministero delle Politiche agricole del 28.12. 2021 ha confermato per tutto il 2022 le norme vigenti dal 2017 che obbligano a indicare in etichetta l’origine della materia prima per i derivati del pomodoro. Di conseguenza, sughi, concentrati, salse, polpe, conserve e passate in cui la percentuale di questi derivati supera il 50% dovranno specificare il Paese di coltivazione e di trasformazione.

Il decreto stabilisce inoltre che le confezioni dovranno obbligatoriamente recare in etichetta il nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato e il nome di quello di trasformazione.

È dunque necessario non commettere l’errore di considerare automaticamente un prodotto italiano solo per la presenza dell’indirizzo di un produttore con sede nel nostro Paese: informazione relativa al solo luogo di confezionamento.

Tali indicazioni dovranno essere collocate in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili e indelebili.

Il decreto 11 agosto 2017 è applicabile ai derivati del pomodoro ottenuti a partire da pomodori freschi, sani e maturi conformi alle caratteristiche del frutto di Solanum lycopersicum, di qualsiasi varietà, forma e dimensione, sottoposti a una adeguata stabilizzazione e confezionati in idonei contenitori, e classificati come conserve di pomodoro, concentrato di pomodoro, passata di pomodoro, pomodori disidratati e pomodori semi-secchi. Secondo il decreto, inoltre, nella preparazione dei derivati del pomodoro possono essere utilizzati esclusivamente additivi e aromi autorizzati dalla normativa europea per l’alimentazione umana. Proibita invece l’aggiunta di coloranti, perché è bene che il colore sia quello del pomodoro.

Tali normative costituiscono un importante obiettivo per la tutela e la valorizzazione della filiera del Made in Italy, le cui esportazioni a livello globale ammontano a circa 2 miliardi di euro, rendendo il nostro Paese il primo produttore di derivati del pomodoro nella UE.

Daniela Mainini

info@anticontraffazione.org

www.centrostudigrandemilano.org

 

 

 

 

 

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