ETICHETTE DELL’OLIO D’OLIVA

Continuiamo il viaggio nelle etichettature dei prodotti alimentari affrontando quella dell’oro verde, l’olio d’oliva, elemento vitale delle nostre tavole.

L’etichettatura dell’olio d’oliva segue norme molto precise. Le principali fonti di carattere comunitario sono: il Reg. UE 1169/2011, in cui sono contenute le disposizioni obbligatorie e facoltative per tutti gli alimenti; il Reg. UE 29/2012 che detta indicazioni specifiche per il settore oleario; il Reg. UE 1335/2013 che modifica le norme di commercializzazione.

 

 

Il primo è relativo alla denominazione di vendita dell’olio: olio extravergine d’oliva, olio di oliva vergine, olio di oliva composto da oli di oliva misti tra raffinati e vergini e olio di sansa di oliva.

Va indicata inoltre la categoria dell’olio in base al metodo di produzione utilizzato, al grado di acidità e ad alcune caratteristiche organolettiche. L’olio extravergine d’oliva è classificabile come tale se ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici e quando il grado di acidità non superi lo 0,8%.

L’indicazione dell’origine è obbligatoria solo per l’olio vergine ed extra vergine: dovranno essere specificati sia lo stato in cui le olive sono coltivate sia il luogo dove è ubicato il frantoio in cui le olive subiscono il processo di molitura.

L’indicazione dell’origine territoriale è consentita per gli oli che godono di una denominazione di origine o di una indicazione geografica protette (DOP e IGP).

In etichetta dovranno essere indicati il termine minimo di conservazione (entro il quale l’olio mantiene inalterate le proprietà chimico fisiche) e la quantità netta.

Dovranno altresì essere riportati il lotto di vendita e i dati del responsabile dell’immissione in commercio, che è il garante del prodotto.

Obbligatoria è anche l’indicazione della modalità di conservazione attraverso le diciture “conservare in luogo asciutto, al riparo della luce e del calore” e “non disperdere il vetro nell’ambiente”, oltre alla dichiarazione nutrizionale, ossia la segnalazione del valore energetico.

Ulteriori informazioni facoltative riguardano: la campagna di raccolta, che può figurare per gli oli extravergine di oliva e per gli oli di oliva vergini solo quando il 100% del prodotto provenga dalla stessa e quindi faccia parte della medesima annata; la modalità d’estrazione attraverso l’uso delle diciture “prima spremitura a freddo” ed “estratto a freddo”; altre caratteristiche chimiche relative all’acidità dell’olio; le proprietà organolettiche riferite al gusto e all’odore fruttato, amaro o piccante; da ultimo, la varietà delle olive.

Daniela Mainini

info@anticontraffazione.org

www.centrostudigrandemilano.org

 

 

 

Nutrinform Battery versus Nutri-score

Attualmente è acceso il dibattito circa il sistema di etichettatura degli alimenti da adottare nella UE. Da un lato, vi è il “sistema a semaforo” francese, Nutri-score, che associa a ogni alimento un colore in base al livello di grassi, zuccheri e sale. Questo penalizzerebbe l’olio di oliva, identificandolo come “grasso”, senza valutare la dose giornaliera, il valore nutrizionale e i benefici per la salute. Dall’altro, c’è il sistema Nutrinform Battery, ideato dall’Italia, che valuta l’incidenza degli alimenti all’interno della dieta e non singolarmente, per cui in etichetta viene raffigurata l’immagine di una “batteria” indicante tutti i valori degli alimenti in riferimento a una singola porzione consumata.

 

 

 

 

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