ESTATE, È TEMPO DI MANNA

Nel verde incontaminato del Parco delle Madonie (PA) un Consorzio lavora per il rilancio della produzione della manna, straordinario dolcificante naturale dai tanti possibili utilizzi in ambito alimentare, farmaceutico e cosmetico.

In Sicilia, e in particolare nel Parco delle Madonie (PA) – polmone verde a pochi km da Palermo, caratterizzato da alte temperature, scarse escursioni termiche e bassa umidità – con l’arrivo del caldo gli agricoltori si preparano a raccogliere la manna – la linfa di una rara specie di Frassino, il Fraxinus Ornus,  riconosciuta prodotto agroalimentare tradizionale. Il processo di estrazione della manna segue un rituale ben preciso e necessario.  Verso la seconda o terza decade di luglio, i frassinicoltori o  mannaroli  verificano la maturazione delle piante incidendo le loro cortecce, con una particolare roncola detta mannalouru o cutiéddu à manna.

 

 

Da questi solchi sgorga un liquido ceruleo e amaro che, a contatto con l’aria, si rapprende rapidamente formando uno strato cristallino biancastro: la manna. Per raccoglierla, sotto l’incisione viene posizionata una piccola lamina d’acciaio a cui viene legato un filo di nailon lungo il quale la manna gocciola formando piccole stalattiti, i cosiddetti ‘cannoli’, la parte di manna ritenuta più pregiata. La linfa che si rapprende sul tronco viene raschiata e costituisce la ‘manna in rottame’, la qualità meno pregiata. L’avete mai assaggiata?

 

 

Marta Pietroboni
marta.pietroboni@cibiexpo.it