DA SCARTI A RISORSE

Con lo scopo di ridurre gli sprechi delle risorse naturali ecco due progetti di riutilizzo degli scarti di produzione agricola.

S.O.S – Sustainability of the Olive oil System ed EBioScart – Go Fico, questi i nomi dei progetti di cui vi parliamo, puntano a riutilizzare ciò che normalmente viene eliminato rispettivamente degli ulivi e dei fichi d’India. Si tratta di due iniziative diverse e indipendenti accomunate dall’intento di promuovere l’economia circolare. In un sistema agricolo di questo tipo nulla viene scartato: tutto si rigenera divenendo una nuova risorsa produttiva. In questo modo si trova una soluzione creativa, remunerativa ed ecologica al problema dei rifiuti.

 

 

 

La produzione di olio d’oliva, ad esempio, comporta la potatura degli alberi e la defogliazione dei frutti che giungono al frantoio, il che corrisponde a poco meno di 25 kg di foglie che vengono scartate per ogni pianta. Grazie al progetto S.O.S., queste, anziché essere cestinate, hanno una nuova vita. Infatti, le foglie di ulivo sono ricche di sostanze funzionali che possono essere usate come ingredienti sia nell’industria farmaceutica sia in quella alimentare. Tra loro spiccano i polifenoli, ovvero molecole bioattive che vengono prodotte dal metabolismo dei vegetali. Tali molecole hanno mostrato in diversi studi alcune interessanti proprietà.

Nelle nostre cellule normalmente vi è un equilibrio tra sostanze ossidanti e antiossidanti. Quando questo viene meno e le prime prendono il sopravvento, si instaura una condizione di cosiddetto stress ossidativo, che porta all’invecchiamento precoce del nostro organismo ed è associata allo sviluppo di ipertensione, diabete, cancro e altre malattie croniche. I polifenoli, avendo proprio un potere antiossidante e antinfiammatorio, contrastano i fenomeni di senescenza così come tali condizioni patologiche. Questo li rende dei candidati ideali per lo sviluppo di integratori o alimenti arricchiti, nonché per l’impiego cosmetico in creme per rendere la pelle più liscia ed elastica.

Inoltre, il gruppo di studio del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari ha dimostrato che l’estratto di foglie di ulivo possiede anche proprietà antimicrobiche e può essere usato come conservante naturale per gli alimenti. In particolare, testandolo su taralli e patè di olive, è stato verificato che esso aumenta la conservabilità di tali cibi inibendo la crescita di microrganismi deterioranti come streptococchi, enterococchi, muffe e lieviti.

Le tecniche di estrazione dei polifenoli impiegate sono a basso impatto ambientale, rendendo il progetto ancora più sostenibile.

Oltre a questo, S.O.S. (finanziato da Ager – Agroalimentare e ricerca – Fondazioni in rete per la ricerca agroalimentare) mira a trovare nuova vita anche a sanse e acque di vegetazione.

Parallelamente – partendo da studi del CNR, dell’Università di Catania e del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia – si è arrivati a ripensare in chiave più ecologica anche il mercato del fico d’India.

L’Italia è il terzo produttore di questo frutto a livello mondiale, dopo Messico e Stati Uniti, e il primo su scala europea. Più dell’85% della coltivazione nazionale avviene nelle terre siciliane, particolarmente tra le province di Catania e Caltanissetta, dove si contano circa 2.500 ettari di piantagioni.

Dopo la raccolta, di solito la restante parte della pianta, ossia le caratteristiche pale o cladodi, diviene biomassa da eliminare, ma in realtà ogni parte di questo vegetale contiene biomolecole che possono avere diversi utilizzi.

L’idea di EBioScart – Go Fico è proprio quella di impiegarle nell’industria nutraceutica e in quella cosmetica, grazie alla presenza di preziosi ingredienti fitoterapici.

Tra questi, pectine e mucillagini hanno mostrato attività antigastrite, riduzione della concentrazione di glucosio nel sangue e dei livelli di colesterolo e un effetto protettivo dall’azione tossica del nichel.

Sempre le mucillagini hanno esiti emollienti e idratanti; si prestano dunque bene a diventare componenti di pomate e unguenti. In più, l’olio estratto dalle pale di fico d’India ha proprietà antiossidanti e lenitive e può essere usato su cute e capelli.

Anche in questo caso si punta a impiegare soluzioni di estrazione hi-tech, per massimizzare la resa senza effetti negativi sull’ambiente.

I poli di produzione coinvolti nel progetto sono quelli di San Cono, Roccapalumba, Santa Margherita di Belice ed Etna.

Tale iniziativa apre anche le porte alla conquista di nuove fette di mercato, integrando il reddito degli agricoltori e facendo crescere l’economia locale. Inoltre, costituisce un’opportunità d’impiego per i giovani, che in questo periodo di pandemia guardano all’agricoltura come a un settore promettente su cui investire per il loro futuro.

Caterina Marcucci

cat.marcucci@hotmail.it

 

 

 

 

 

 

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