IL CILE

In questo Paese la tradizione culinaria nasce dalla fusione della cucina degli indios precolombiani con quelle spagnola e francese.

È un territorio vasto, con un suolo ricchissimo da un punto di vista produttivo; questo si riflette anche nella varietà e nella profusione dei sapori, dei condimenti e delle spezie. Infatti, i piatti sono moltissimi e diversi tra loro a seconda dei luoghi e del clima.

 

 

Sveglia! È ora di alzarsi!

Durante la settimana, i cileni fanno una colazione leggera con tè, caffè, frutta e un must: il pane. Quelle del fine settimana sono, invece, più ricche: avocado, uova strapazzate, prosciutto, burro, formaggio e pomodoro.

 

A tavola! È pronto!

Generalmente si pranza tra le 13.00 e le 14.30. Il pane, spesso fatto in casa, accompagna sempre le portate. Popolari sono le empanadas, una sorta di calzoni di farina e strutto, con svariati ripieni: prosciutto, formaggio, carne, frutti di mare, cipolla, uva passa.

Le empanadas de pino cotte al forno sono le più tradizionali; il ripieno è di carne macinata stufata con cipolle, uova sode, cumino, olive e uvette. Tra gli antipasti, è diffuso il chancho en piedra, una salsa con cipolla, pomodoro schiacciato, aglio e sale che può accompagnare il pane o essere consumata da sola. Il caldillo de congrio è a base di pesce, congrio dorado o colorado, comune nel Mar del Cile, che viene fatto bollire insieme a cipolla, aglio, carote, coriandolo e pepe: si consuma solo il brodo. Il famoso poeta Pablo Neruda gli ha addirittura dedicato una poesia. Buonissimo il porotos granados: fagioli, purè di mais, cipolle, zucca, aglio, pomodori e basilico, servito d’estate. Una piacevole abitudine dei fine settimana sono i barbecue di carne e pollo accompagnati da insalate.

La cena, generalmente, si consuma dalle 20.30. Tipica è la cazuela, una zuppa di manzo, pollo o agnello con verdure, principalmente patate, zucca e pannocchie; una variante è la cazuela nogada con pollo, patate, riso, cipolla, prezzemolo, origano e pepe.

Piatto della tradizione è il charquican, uno spezzatino cucinato con zucca, spezie, patate e carne di vacca senza nervi. Una preparazione per i più audaci è la parrillada: una grigliata di intestini, mammella e sanguinacci. Un’antica specialità, infine, è il pastel de choclo, una torta di mais con carne stufata e un velo di zucchero.

Il pebre è un condimento molto popolare che ha come base i pomodori con aggiunta di cipolle tritate, peperoncino, erba cipollina, aglio, coriandolo, olio e aceto. Meritano di essere citati anche piatti a base di pesce: il pastel de jaiba è una sorta di torta di granchi preparata con la carne delle zampe e con pane, latte, cipolla, aglio e formaggio; le machas a la parmesana sono vongole condite con sale, vino bianco, burro e parmigiano, da gustare con un bicchiere di vino. Una tecnica di cucina tradizionale è il curanto, che prevede la cottura di alcuni cibi, come frutti di mare, patate, alghe, carne di manzo, di pollo e di maiale, su carboni ardenti posti in un buco nel terreno.

 

Auguri! I piatti della festa

Durante la Pasqua, l’80% della popolazione cattolica consuma pesce e frutti di mare. Tradizionali, come da noi, sono le uova di cioccolato. Nelle Giornate dell’Indipendenza, 18/19 settembre, i veri protagonisti sono i barbecue.

A Natale, in genere, si mangia il tacchino e non manca mai la cazuela preparata con carne di pollo. Nelle tavole sono presenti generose portate di frutta fresca e gli alfajores, piccole delizie di farina e maizena o fecola di patate. I festeggiamenti terminano con il pan de Pascua, una torta speziata ricca di frutta secca e canditi. Questi piatti vengono accompagnati con vino, o dal popolare cocktail Pisco Sour e dal Ponche di Cherimoya, un frutto tropicale.

 

Zibaldone delle curiosità

A differenza di quello che si potrebbe pensare, la cucina cilena non è particolarmente piccante, ad eccezione della aji, una salsa rossa usata come base. È comune anche la palta a base di mango. Interessanti sono le alghe: ne troviamo un’infinita varietà. Un esempio è il cochayuyo, che cresce nella zona antartica del Sud del Cile.

Lo street food e il fast food si sono fatti strada negli ultimi anni attraverso una grande varietà di sopaipilla o cachanga, un tipo di pasta fritta e pane.

Oltre alle specialità gastronomiche, il Cile è anche il più grande produttore di vini del Sud America con qualità e varietà straordinarie. Tra i rossi: Cabernet Sauvignon, Carmenere e Merlot; tra i bianchi: Chardonnay e Sauvignon Blanc. Concha y Toro sono cantine conosciute in tutto il mondo. Rimanendo in tema “alcolico”, ricordiamo il Pisco Sour, un cocktail preparato con pisco, zucchero, succo di limone e bianco d’uovo. Non manca mai all’aperitivo neanche in Perù; la sua origine è da sempre contesa fra i due Paesi. Diffuso è anche ilTerremoto, un cocktail che deve il suo nome al sisma del 1985 e che è composto da vino bianco Pipeño, gelato all’ananas e granatina.

Alessandra Meda

alessandra.meda@cibiexpo.it

 

 

Street food

Tra i panini più famosi troviamo il Barros Jarpa, con formaggio fuso e prosciutto, e il Barros Luco, con formaggio fuso e carne alla griglia; entrambi prendono il nome da politici cileni. E poi l’Americano, con manzo, uovo fritto, prosciutto e formaggio piccante, e l’AS, una specie di hot dog ma ripieno di manzo fritto, maionese, crauti, avocado e pomodoro.

Altri cibi da strada sono: il Churrasco italiano, con filetto di manzo, maionese, avocado e pomodoro; il Poultry mayo, con petto di pollo macinato, mescolato con maionese, avocado e pomodoro; e il Paprika poultry, con aggiunta di paprika.

Molto popolari sono gli hot dog, panini morbidi con wurstel: quelli tradizionali o il gigantesco Completo, al quale vengono aggiunti vari ingredienti come crauti, pomodori, salse e chi più ne ha più ne metta.

 

 

 

 

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