CRUDISTA PER CASO

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

Dagli USA all’Italia: una moda in crescendo per conoscere gli alimenti, variare la dieta, migliorare la salute. Senza integralismi. Dinamico e creativo, Vito Cortese è il cuoco pugliese che ha introdotto il crudismo in Italia alla fine degli anni ’90. Vito ha studiato e viaggiato molto tra Inghilterra e Stati Uniti. Poi, dopo aver aperto diversi locali in Toscana, inizia il percorso professionale come chef crudista. Inaugura l’associazione Nudo & Crudo e, con grande passione, diventa il riferimento italiano del crudismo. 

 

 

800px-Raw_vegan_lunch

 

 

Ma che cosa s’intende per “crudismo”?

 

Una cucina che prevede l’utilizzo di alimenti naturali, mai cotti o scaldati al di sopra dei 40 °C. E pensare che tutto è cominciato per caso…

 

 

Crudista per caso?

 

In un certo senso. Nel 2009, la telefonata di un’amica dagli Stati Uniti mi informa di questo tipo di cucina. Come prima reazione, penso “Questi sono pazzi!”. Dalla sorpresa all’approfondimento: comincio a fare i primi esperimenti e a inserire sempre più crudo nelle mie ricette. Mi accorgo immediatamente che la mia salute migliora, pochi raffreddori e niente allergie. Ma sia chiaro: non mi interessa mitizzare la cucina crudista, non sono un crudista, non mi definisco tale; mangio di tutto, faccio solo attenzione ad alternare i vari alimenti, tornando spesso al crudo.

 

 

Una forma di equilibrio alimentare?

 

Per me il crudismo dovrebbe essere soprattutto questo. Uno strumento per conoscere meglio quello che si mangia e per creare una maggiore consapevolezza attorno al cibo. Per provare così a stare meglio.

 

 

Quanto tutto questo confina con il mondo dei vegetariani?  

 

Solo in parte. Nelle mie ricette la componente principale è costituita da verdure, alimenti vegetali, come il germe di grano o i fiocchi d’avena, e frutta. Ma tra le ricette crudiste si possono facilmente trovare piatti a base di carne e di pesce. Ognuno ha un proprio equilibrio, bisogna sempre fidarsi del corpo.

 

 

Come è arrivato all’organizzazione di corsi?

 

Dopo un viaggio in Inghilterra, ho scoperto che tutto si poteva variare e che esistevano le basi per creare un ricettario crudista diversificato e originale. Proprio come insegna Matthew Kenney, lo chef che con la sua accademia è diventato il riferimento internazionale di questa cucina.

 

 

Come si conciliano le origini americane della cucina crudista con la nostra tradizione gastronomica?

 

Cercando di portare un po’ di cultura mediterranea nel ricettario crudista. Ho già inventato la cassata in versione crudista, e pochi giorni fa ho avuto un’illuminazione: i mostaccioli, una delle ricette pugliesi che preferisco, declinate in versione crudista. Insomma, la cucina tradizionale resta sempre al centro della mia ispirazione.

 

 

In Italia esistono ristoranti esclusivamente crudisti?

 

Ancora no. Ma in primavera probabilmente si aprirà qualcosa a Roma e  dopo si spera di fare lo stesso a Milano.

 

 

In tempo perfetto per Expo 2015…

 

Con l’associazione Nudo & Crudo si sta pensando di fare qualcosa in proposito. D’altra parte sarà un evento stimolante da molti punti di vista,  a partire dalla semplice curiosità professionale!

 

Francesco Garozzo

 

 

[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/6″][/vc_column][/vc_row]

 

Iscriviti alla nostra newsletter e resta aggiornato
sul mondo del cibo.