BOLLICINE ORIGINALI PER IL 2019

Forse non tutti sanno che lo Champagne nacque nel XVII secolo in Francia nell’abbazia di Hautvillers grazie al monaco benedettino Dom Pierre Pérignon, mentre lo spumante italiano venne prodotto per la prima volta nel 1865 grazie alla collaborazione tra i Fratelli Gancia e il Conte Augusto di Vistarino con radici di Pinot Nero importate dalla Borgogna.
L’Italia è oggi uno dei maggiori produttori di spumanti tra cui rientra il Prosecco, divenuto uno dei prodotti italiani tra i più amati al mondo superando, in termini di esportazione, anche lo Champagne francese.

 

 

 

 

Il Prosecco è prodotto in determinate zone del Veneto e Friuli-Venezia Giulia e nel 2009 ha conseguito la denominazione di origine controllata (DOC) dalla UE con una produzione regolata da severi disciplinari a garanzia di qualità per il consumatore.

Sono moltissimi i Paesi che amano il nostro Prosecco tra cui la Gran Bretagna, oggi il maggiore importatore, seguita da USA e Germania.

 

 

Le bollicine sono sempre originali?

 

Come noto, il successo va sempre di pari passo con la contraffazione ed è al Prosecco, protagonista delle esportazioni vinicole italiane, che va il triste primato di prodotto italiano maggiormente contraffatto.

 

Uno dei casi più eclatanti è stato quello dei 30 milioni di litri di Prosecco contraffatto commercializzato sul sito di e-commerce cinese Alibaba, con tanto di prodotto venduto in lattina; ma sono numerosi anche i casi di contraffazione in Italia, dove recentemente, presso un’azienda veneta, sono stati sequestrati 200 mila litri di prosecco realizzato non con uve autoctone ma extra Ue, nonostante le etichette indicanti la falsa produzione italiana.

 

 

 

 

Piuttosto frequente in questo settore il fenomeno dell’Italian Sounding: nel mondo è infatti possibile trovare in commercio prosecco brasiliano, neozelandese e australiano, che del vero Prosecco Dop hanno ben poco se non il nome, essendo prodotti con uve a migliaia di chilometri di distanza dalla zona designata quale Dop.

 

Dal canto suo la contraffazione dello Champagne è altrettanto nota: il nome è simbolo di celebrazione, lusso e qualità ma è divenuto nome generico in molti Paesi tra cui Argentina, Brasile, Usa e Russia dove si stima in 250 milioni di bottiglie lo champagne a caratteri cirillici.

Quindi la raccomandazione è: bere sì con moderazione ma almeno sempre genuino!

 

 

Daniela Mainini

info@anticontraffazione.org

www.centrostudigrandemilano.org