CONSAPEVOLEZZA E MODERAZIONE

Di alimentazione si parla tanto, spesso passando da un paradosso all’altro. C’è chi osserva regole rigidissime e chi dell’alimentazione si cura solo quando il colesterolo è alle stelle. C’è la “Libera Cumarca Degli Estimatori Del Porco” e c’è chi augura la pena di morte a chi uccide gli animali. E poi ci sono tutti quelli che una risposta ancora non ce l’hanno. O meglio la stanno cercando.

 

 

In foto, Giulia Pagani, insegnante di yoga a Londra e Milano. La sua nuova linea di tappetini MadMat sono acquistabili sul sito www.madmat.net.

 

 

È più opportuno essere onnivori, vegetariani, vegani o fruttariani? Si domandano i sempre più numerosi insegnanti e praticanti di Yoga, la disciplina che ricerca il benessere psicofisico della persona. “La dieta perfetta non esiste, perché non esiste un modello perfetto di essere umano” disse durante una conferenza un famoso maestro di Yoga.

 

Certo, la riduzione del consumo di carne, sia per una scelta etica personale sia seguendo un principio salutistico, ha importanti sostenitori. Vegetariano era ad esempio Umberto Veronesi, una lunga vita dedicata alla ricerca. Ma è giusto sapere che vegetarianesimo e/o veganesimo non sono precetti che derivano direttamente dallo Yoga.

Quello che viene esplicitato negli Yoga Sutra di Patanjali, testo che ha dato origine alla disciplina dello Yoga, è un’attitudine alla moderazione. Un principio di rispetto del corpo che, se applicato correttamente, porterà a un maggiore equilibrio. Evitare l’eccesso e stabilire la sottile linea di confine tra “il troppo e il troppo poco” prevede un lavoro di forte ascolto e di costante contatto con il nostro corpo nella sua unicità.

 

L’alimentazione, come la pratica delle asana (posture) e le tecniche di pranayama (respirazione), è da considerarsi come un processo di equilibrio energetico costante. Quali sono gli alimenti da cui riesco ad attingere più energia senza spreco e dispersione? La risposta è soggettiva. Dipende dallo stile di vita, dall’età, dagli obiettivi e anche dai gusti. La medicina ayurvedica, ad esempio, ritiene che i 6 sapori – dolce, salato, aspro, pungente, amaro e astringente – giochino un ruolo fondamentale per una nutrizione completa e corretta.

 

Cibarsi è un’esperienza che prevede un coinvolgimento sensoriale ed emotivo. Non esistono test, guru o nutrizionisti che possano sostituirsi alla nostra consapevolezza. E in fondo non bisogna nemmeno andare a cercare la risposta oltre le rive del Gange. Gnōthi seautón – Conosci te stesso era la scritta che campeggiava sul frontone del tempio del Dio Apollo a Delfi. E probabilmente resta la migliore ricetta da seguire per una corretta educazione alimentare.

 

Giulia Pagani

giulia.copy@yahoo.it