CONOSCERE GLI ALIMENTI – LA MANDORLA

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La conoscenza delle caratteristiche nutritive degli alimenti e le loro particolari proprietà o le attenzioni che richiedono nel consumo sono informazioni fondamentali per chiunque voglia organizzare in modo sano le proprie abitudini alimentari. Moltissimo magnesio, ottime quote di vitamine del gruppo B, calcio e fosforo in quantità record, tante fibre, un alto contenuto di ferro, potassio, zinco e, come se non bastasse, abbondanti proteine di buona qualità… è davvero difficile trovare concentrati in un unico alimento tanti preziosi fattori nutritivi e protettivi. Con un identikit di questo genere, si può davvero considerare la mandorla un integratore naturale, decisamente più efficace (e più economico) di molti prodotti venduti in farmacia.

 

 

Almond

 

 

Omega 3 vegetali

 

È la presenza abbondante di grassi il primo dato che balza all’occhio osservando la composizione delle mandorle. Si tratta però di grassi buoni, del tipo polinsaturo, tra i quali spicca l’acido alfa linolenico, un omega 3 di origine vegetale. Numerosi studi hanno dimostrato che gli acidi grassi omega 3 del pesce aiutano a ridurre il rischio d’infarto del miocardio e di ictus; ebbene, recentemente è stata evidenziata anche l’utilità dell’acido alfa linolenico: una volta nell’organismo, viene parzialmente convertito in omega 3 a lunga catena, simili a quelli del pesce. Le mandorle non arrivano allo stesso livello del pesce come fonte di questi preziosi acidi grassi, ma danno un ottimo aiuto.

 

 

Buona per i problemi di cuore

 

Le mandorle svolgono una funzione positiva anche nella prevenzione dei disturbi cardiovascolari. Già anni fa, uno studio condotto dai ricercatori dello “Human Nutrition Centre” di Boston, ha dimostrato come due particolari sostanze, la vitamina E contenuta nel seme e i polifenoli presenti sulla pellicola esterna, interagendo tra loro ostacolano l’accumulo di colesterolo sulle pareti dei vasi sanguigni.

 

 

Abbassa l’indice glicemico

 

Nuove virtù della mandorla sono emerse anche grazie a un interessante studio pubblicato tempo fa sul Journal of Nutrition. I ricercatori, infatti, hanno messo in evidenza la capacità delle mandorle di abbassare sensibilmente il cosiddetto “indice glicemico”, cioè la velocità con cui, dopo i pasti, si alza il contenuto di glucosio nel sangue. Per questo, quattro o cinque mandorle a fine pasto possono aiutare a modulare positivamente la presenza di insulina nel nostro organismo, riducendo il rischio di diabete e facilitando il controllo del peso corporeo.

 

E’ amica delle donne

 

Osteoporosi, sindrome premestruale, menopausa: tutti guai che si coniugano al femminile… Per fortuna si può contare su una vera amica a tavola: la mandorla aiuta a conservare il calcio nelle os­sa, favorisce la circolazione sangui­gna, contrasta l‘ansia tipica della menopausa e, grazie all’altissimo contenuto di magnesio, si comporta quasi come una medicina per tutti i disturbi lega­ti al ciclo. Anche l’olio di mandorla ha un debole per le donne: è perfetto contro la pelle secca e le smagliature ed è prezioso nell’allattamento per prevenire e curare le ragadi al capezzolo.

 

 

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Buono anche il latte

 

Naturalmente quello di mandorla. Gradevole e rinfrescante, contiene discrete quantità di vitamina E, è poco grasso e vanta un buon contenuto di sostanze fenoliche (quercitina e acido ellagico) ad azione antiossidante e protettiva. Può anche essere preparato in casa: basta pestare nel mortaio o frulllare mezzo chilo di mandorle dolci pelate, insieme con un pochino di acqua calda, in modo da avere una pasta omogenea. Aggiungere un litro scarso d’acqua, la­sciare riposare per tre ore e filtrare il tutto attraver­so un panno, strizzando bene il composto.

 

 

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C’è mandorla e mandorla

 

Sul mercato ne esistono due tipologie fondamentali: le mandorle “dolci” e quelle “amare”. Le prime, più diffuse, sono comunemente consumate a tavola come frutta secca, e trovano grande impiego anche nella preparazione di dolci (dal croccante, al torrone, ai confetti, ai pasticcini di marzapane e pasta di mandorle…) e preparazioni salate; le mandorle amare, invece, vengono utilizzate tipicamente nella produzione degli amaretti.

 

 

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