“Il colore è ovunque; ma ovunque esso sia, c’è già un simbolo”, scriveva René Lucien Rousseau giornalista e critico d’arte. Sembra che parta proprio da questa considerazione l’interessante ricerca svolta dall’azienda svedese SCA, leader mondiale per i lavorati di origine forestale (legno, carta) e per prodotti dedicati all’igiene, che con The Color Experience ha indagato l’influenza del colore su umore e comportamento delle persone, anche a tavola.

Alla fine del 2015, in un ristorante svedese dove erano stati allestiti 8 differenti ambienti monocromatici, 16 persone sono state invitate ad assaggiare 8 macarons (i famosi pasticcini francesi) di sapore uguale ma di colori diversi: il macaron giallo all’interno dello spazio giallo, e così via. Grazie a una tecnologia che rileva le onde cerebrali, le persone monitorate hanno espresso nel momento dell’assaggio sensazioni molto diverse.
The Color Experience
SCA e il marchio Tork, il brand numero uno per l’igiene professionale nel mondo, identificate le correlazioni tra stati d’animo ed emozioni provocate dai colori, hanno lanciato una nuova gamma di tovaglioli.
Non si tratta di marketing, ma di ricerca e innovazione, dedicate da un lato all’individuazione di soluzioni concrete sempre più perfezionate per le esigenze dei clienti, dall’altro alla riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti realizzati, che inizia con il reperimento delle materie prime e finisce con lo smaltimento.
Nei nuovi tovaglioli c’è molto “made in Italy”. Infatti, i colori con cui è stata realizzata l’attuale gamma cromatica sono stati studiati e prodotti in collaborazione con lo stabilimento SCA di Collodi (Pistoia), centro d’eccellenza della carta colorata. La ricerca, The Color Experience, si è chiusa con un banchetto molto particolare. «Considerando l’attenzione che gli Italiani dedicano alla tavola sia per l’aspetto estetico sia per la scelta degli ingredienti – ha commentato Riccardo May, Product Manager Away from Home Italia di SCA – abbiamo ritenuto interessante replicare l’esperimento a Milano, dandogli però una nuova veste». Tra le mura del neonato ristorante Contraste, casa dello chef uruguagio Matias Perdomo, alla conferenza stampa di presentazione è seguito un lunghissimo pranzo, tanto sperimentale quanto qualitativamente ineccepibile. Il menu proposto dallo chef, composto da 7 portate monocromatiche, «ha permesso – come ha concluso Riccardo May – di verificare la profonda relazione tra colori, esperienza di degustazione e grado di coinvolgimento emotivo degli ospiti».
Ha permesso anche, aggiungiamo noi, di cancellare qualche pregiudizio: possono essere ottimi un piatto rosso sangue in cui un sorbetto di lamponi si fonde perfettamente con un sashimi di filetto di bue, o un piatto nero cremoso di pollo al carbone e sesamo.
Marta Pietroboni
Le 7 portate del pranzo
– VERDE (tranquillità): asparagi, piselli, fave, acetosella, insalata di ricciola cruda, salsa verde, sorbetto di gaspacho ai pomodori verdi e clorofilla.
– BIANCO (eleganza): razza, cavolfiore, siero di parmigiano, polvere di mozzarella e petali-gabilo (merluzzo) in bianco.
– ARANCIO (intrigante, ossidativo): salmone affumicato, daikon alla curcuma, mais, agrumi e aria di carota.
– GIALLO (sorprendente): ravioli liquidi al risotto allo zafferano e pesca.
– ROSSO (sanguigno e persistente): tartare affumicata, barbabietola e sorbetto ai lamponi -sashimi di filetto di bue, foie gras marinato alla barbabietola e granita di lampone.
– NERO (tostato): pollo al carbone e sesamo nero.
– DOLCE: arcobaleno di frutta e fiori.
