CIBO E RELIGIONE – IL RAMADAN

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Ramadan è il nono mese del calendario lunare musulmano. Ramadan significa “incandescente” perché, prima che il calendario fosse modificato per decisione del Profeta, corrispondeva al mese più caldo dell’anno. Il mese che, più di ogni altro, metteva a dura prova la sopravvivenza delle popolazioni stanziate nelle regioni desertiche.
Questo è il mese sacro per eccellenza perché nella notte tra il 26 e il 27 si celebra la prima rivelazione del Corano al profeta Muhammad. Questa è “La Notte del Destino”, la Notte più bella di tutte.

 

 

 

Il tempo del Ramadan ha un ritmo in cui si alternano astinenza e piacere, fame e sazietà, silenzio e convivialità.
La tavola del Ramadan viene apparecchiata in silenzio nei minuti che precedono l’annuncio della fine del digiuno, che viene interrotto dall’assunzione di acqua e datteri. L’astinenza diurna dal cibo non è penitenza, ma segno di riconoscenza e di sottomissione a Dio. Per questo il Ramadan è anche un evento gastronomico senza pari durante il quale i mercati sono riforniti di ogni prodotto.
Fatta eccezione per la zalābiyya non esiste un piatto tipico del Ramadan in quanto le tradizioni culinarie si differenziano da località a località.

Anche della zalābiyya esistono varie versioni.
Nel Maghreb, l’impasto di farina, sale, acqua e lievito viene lasciato a risposare per 36 ore.
Quindi viene amalgamato con l’amido e la curcuma che darà il tipico colore giallo ai dolci.
Si passa così alla friggitura in olio caldissimo disegnando forme geometriche, che poi verranno immerse nel miele fuso caldo.

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