CHIOCCIOLA O LUMACA?

Doveroso iniziare con la distinzione tra chiocciola e lumaca, non sempre chiara. Partiamo dagli aspetti comuni: entrambe sono molluschi gasteropodi polmonati, amano i luoghi umidi e ombrosi, si muovono molto lentamente, si cibano di vegetali, sono ermafroditi e ovipari. Ma si tratta di due specie diverse. Le lumache sono prive di conchiglia, quindi devono trovare dei rifugi in natura; le chiocciole hanno invece un guscio, visibile e strutturato, un’arma di difesa che le protegge dagli attacchi esterni e dagli agenti atmosferici.

 

 

 

 

Di queste ultime esistono migliaia di esemplari e specie, tra cui alcune commestibili, che fanno parte della famiglia degli Elicidi. Per saperne di più, in particolare sull’uso farmaceutico, cosmetico e curativo, abbiamo intervistato Federico Varoli, farmacista milanese che collabora con l’azienda Eden Italy ella specie Helix Aspersa Müller, per la produzione di cosmesi naturale.

 

Prima di tutto ci ha spiegato che le chiocciole vengono allevate a Erice, in provincia di Trapani, in 8 mila metri quadri di terreno immersi nel verde: un contesto climatico estremamente favorevole. Il modello di allevamento adottato è a ciclo biologico completamente all’aperto, nel rispetto di un’ottica ecosostenibile. I molluschi sono nutriti con fogliame e piante naturali.

 

I metodi di estrazione della bava non danneggiano in alcun modo l’animale, che viene lavato e stimolato manualmente con dei massaggi. Dopo essere stato raccolto, il siero viene microfiltrato eliminandone tutte le impurità. Le chiocciole coinvolte non vengono mai stimolate a un’iperproduzione di bava attraverso scosse o sostanze acide, come purtroppo spesso accade.

 

Il risultato è un concentrato riconosciuto e certificato, qualitativamente superiore, con proprietà altamente benefiche, utili per rughe, acne, eczemi, macchie cutanee, smagliature e cicatrici,) grazie ai suoi componenti, tra i quali allantoina per la rigenerazione cellulare, elastina e collagene per l’elasticità della pelle, vitamine A-C-E come antiossidanti. Un altro aspetto interessante che Varoli ha sottolineato è che, nonostante le condizioni favorevoli del nostro Paese, soddisfiamo solo il 17% del mercato interno. Chissà se il trend cambierà presto!

 

Alessandra Meda

alessandra76meda@gmail.com