L’AGROALIMENTARE SEMPRE PIU’ SOSTENIBILE

L’agroalimentare sempre più tracciabile

Innovativa e al tempo stesso sostenibile: la filiera che fa bene al Made in Italy è stata la protagonista di un convegno trasmesso in streaming ad aprile da Campus Peroni.

Stimolare un confronto aperto tra tutti gli attori del sistema agroalimentare e capire come attuare un’evoluzione in chiave sostenibile della filiera e insieme tutelare il Made in Italy: è con questo ambizioso obiettivo che sono stati aperti i lavori dell’evento web organizzato il mese scorso da Campus Peroni, il centro di eccellenza istituito nel 2018La cultura della qualità
Nato dalla collaborazione tra Birra Peroni e il CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria –, Campus Peroni ha come obiettivo la promozione e la diffusione della cultura della qualità, dell’innovazione e sostenibilità in agricoltura e, nello specifico, nel settore cerealicolo. Il centro svolge inoltre un’importante attività di formazione, sia in ambito universitario sia nei confronti degli imprenditori agricoli, nel campo della produzione di orzo distico da birra, con un particolare riferimento all’innovazione genetica e alle tecniche colturali sostenibili.

Partner di Campus Peroni sono i Dipartimenti di Scienze Agrarie degli Atenei di Teramo, Perugia, Tuscia, Salerno, Firenze e Padova e l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

 

Tecnologia e innovazione
I saluti introduttivi hanno visto l’intervento di Gian Marco Centinaio, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che ha sottolineato l’importanza strategica della filiera agroalimentare nel suo complesso (dalla produzione agricola fino alla ristorazione) e ricordato il ruolo di abilitatore svolto dalla tecnologia nella valorizzazione del Made in Italy. La discussione è quindi entrata nel vivo con il primo panel intitolato “Tecnologia e innovazione per lo sviluppo sostenibile” e dedicato ai progetti più innovativi e alle leve tecnologiche in grado di promuovere la sostenibilità della filiera e generare benefici in termini di competitività economica e trasparenza per l’intero comparto, dalla tracciatura in blockchain ai sistemi di etichettatura.

Ha preso la parola per primo Enrico Galasso, Amministratore Delegato di Birra Peroni, che ha raccontato come, proprio grazie al progetto Campus, a partire da quest’anno l’orzo italiano, necessario per la produzione della famiglia Peroni, sarà tracciato in blockchain e le informazioni saranno accessibili in etichetta tramite QR Code per i consumatori.
Laura De Gara, Preside della Facoltà Dipartimentale di Scienze e Tecnologie per l’Uomo e l’Ambiente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha quindi messo in evidenza come la qualità e la sostenibilità dei prodotti beneficino della collaborazione tra il mondo della ricerca e dell’industria. Francesco Pugliese, Presidente GS1 Italy – l’unico ente autorizzato a rilasciare codici a barre GS1 (EAN in Italia) – si è invece soffermato sul processo di standardizzazione delle informazioni, essenziale per favorire un reale approccio alla sostenibilità.

 

La tutela del Made in Italy
Durante il secondo panel, denominato “Eccellenza della filiera e tutela del Made in Italy”, sono stati messi a confronto i rappresentanti della filiera produttiva e della politica con alcuni dei partner di Campus Peroni. L’obiettivo era individuare le priorità d’intervento per difendere e valorizzare la qualità delle produzioni Made in Italy.
La discussione è stata avviata da Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, che ha puntato l’attenzione sulla necessità di colmare il gap strutturale tra analisi, elaborazione, attuazione e monitoraggio delle politiche di sviluppo all’interno delle diverse fasi, dalla programmazione alla realizzazione degli interventi.
La parola è poi passata ad Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, che si è invece soffermato sull’importanza di costituire un sistema logistico integrato che consenta ai prodotti di arrivare in modo sostenibile sulle nostre tavole, e al tempo stesso di ricominciare a investire con decisione su formazione e ricerca.
Perché tutto questo sia realizzabile diventa perciò fondamentale il ruolo della politica, come ha spiegato Maria Spena, Vicepresidente Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, che ha illustrato l’importante sfida costituita dalla Rivoluzione Green prevista dal piano Next Generation dell’Unione Europea. Di sfide ha parlato anche Michele Pisante, Professore ordinario di Agronomia all’Università degli Studi di Teramo, che ha presentato la sostenibilità come l’elemento centrale della competitività nel settore agricolo, sia a livello europeo che mondiale.

La giornata è stata quindi chiusa da Ombretta Marconi, Professoressa associata del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia e Vicedirettore del CERB (Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra), che ha ulteriormente ribadito l’importanza della ricerca, della sperimentazione e dell’innovazione per poter riuscire a migliorare la qualità delle materie prime in questa filiera.

 

Anna Francioni
anna.francioni@cibiexpo.it

 

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