CAMPIONATI MONDIALI DI PASTICCERIA: I FORNI SONO CALDI!

Paul Occhipinti, classe 1992, è nato a Marsiglia da genitori italiani. Antonino Bondì, siciliano, a soli 21 anni ha già una grandissima esperienza maturata tra Palermo e New York. Diego Mascia, 31 anni, piemontese, vanta preziose collaborazioni in Europa e in India, ed è parte integrante dello Staff della Cioccolateria e Gelateria di Cristian Beduschi al Mercato Centrale di Firenze. Ecco l’agguerrita squadra che sfiderà le nazioni di tutto il mondo ai campionati mondiali di pasticceria.

 

 

Come avete scelto la vostra strada tra impastatrice, temperatrice, sac-à-poche e gelatiera? Questione di gusto? Perché noi tra gelato, pasticcini, cioccolatini e torte non sapremmo proprio cosa scegliere.

 

Paul: Per me è abbastanza facile da spiegare: all’inizio volevo fare belle arti, perché il disegno e la scultura erano le mie grandi passioni, ma il tempo passato in cucina in Sardegna, con mia nonna Salvatorica, mi ha fatto prendere una strada diversa, capace di coniugare arte e golosità… la pasticceria! Mi piace creare e sperimentare come se stessi realizzando una scultura, solo che lo faccio con materie prime decisamente più piacevoli del marmo o del bronzo!

 

Talento, dedizione e genialità accomunano tanti pasticceri. Cosa vi rende unici e vi ha permesso di arrivare in nazionale? Dai, non fate i modesti, svelate il vostro segreto ai giovani aspiranti pasticceri e ai golosi con l’acquolina in bocca.

 

Antonio: Sì, credo che ci siano tanti bravi pasticceri, ma non è solo una questione di tecnica o bravura, credo che ciò che ci ha permesso di arrivare fino in nazionale sia stata la nostra determinazione e il forte impegno. Amiamo la pasticceria ed è questa la carta vincente. Non ci sono trucchi o segreti: se credi davvero in quello che fai, lo farai nel migliore dei modi.

 

Parlando di qualità, estro, tradizione e gusto, come si differenzia la pasticceria italiana da quella del resto del Mondo? Secondo voi siamo un punto di riferimento per gli altri Paesi? Cosa siamo già riusciti ad esportare e cosa dobbiamo ancora importare in termini di conoscenza?

 

Diego: La pasticceria italiana si differenzia da quella del resto del mondo per tre semplici cose: la qualità, la professionalità e la continua voglia di rinnovarsi. Con la qualità delle materie prime e la sapienza dei maestri pasticceri nell’assemblarle, la nostra pasticceria racconta l’eccellenza italiana ovunque. Così i nostri dolci sono esportati in tutto il mondo e insieme a loro la conoscenza di come sono stati prodotti. Il nostro modo di fare pasticceria è perfetto nel suo insieme, ma possiamo sempre migliorare, magari guardando alla sperimentazione delle materie prime o ad alcuni abbinamenti molto originali fatti in altri Paesi.

Il nostro più sincero in bocca al lupo per questa bella gara!

Chiara Porati