IL CAFFE’ FA MALE AL CUORE?

caffè e cuore

Fino a non molto tempo fa, il mantra comune nell’ambulatorio del medico recitava: “e mi raccomando: niente alcol, niente fumo e non esageri col caffè…”

Il fatto di associare al caffè l’alcol e il fumo la dice lunga su come fosse considerata questa bevanda, e che il caffè faccia male al cuore è ancora una convinzione di molti.

 

 

Davvero giustificata? Aritmie cardiache, agitazione, scompensi della pressione sanguigna… erano questi gli effetti indesiderati più spesso attribuiti al caffè; non si contano gli studi, effettuati negli ultimi decenni, volti proprio ad accertare le effettive responsabilità della bevanda.

Tra i tanti, merita un’attenzione particolare per la sua imponenza quello svolto al Samsung Hospital di Seoul, in Corea: 25 mila persone sane dell’età media di 41 anni sono state seguite nel tempo per verificare la relazione tra consumo di caffè e aterosclerosi delle arterie coronarie. Ebbene, si è visto che un normale consumo di caffè (dalle 3 alle 5 tazzine al giorno) non solo non è causa di alcun problema cardiaco, ma addirittura protegge le arterie dal rischio di sviluppare occlusioni, associandosi a una minore incidenza di aterosclerosi.

 

Tranquilli, lo dicono studi e ricerche

La stessa Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dopo aver preso in considerazione decine e decine di ricerche, rigorosamente selezionate in base a criteri di attendibilità scientifica, è arrivata ad affermare che: «Dosi singole di caffeina fino a 200 milligrammi e dosi quotidiane anche doppie non destano preoccupazioni in termini di sicurezza per gli adulti».

Poche righe che devono tranquillizzare definitivamente gli amanti del caffè perché, tradotto in pratica, significa potersi gustare in tutta serenità quattro-cinque tazzine di espresso al giorno, con la sicurezza di non accusare alcun effetto negativo sul cuore, sulle coronarie né, tantomeno, di essere più esposti all’infarto.

Come per tutti gli alimenti, anche per il caffè vale comunque il principio che “il troppo stroppia”: se le dosi diventano eccessive, possono infatti manifestarsi insonnia, ansia, irritabilità e tachicardia. La comparsa di queste reazioni è comunque molto soggettiva e dipende dalla sensibilità personale nei confronti della caffeina, mentre un’effettiva controindicazione riguarda chi soffre di gastrite o di ulcera gastrica, perché il caffè stimola la secrezione acida dello stomaco e può effettivamente peggiorare la situazione.

Giorgio Donegani

www.giorgiodonegani.it  

 

 

 

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