BONSAI DA FRUTTO

Si tratta di alberi miniaturizzati, in questo caso da frutto, a cui vengono ridotte le radici e potati i rami in modo che, nonostante passino gli anni, rimangano nani per sempre.

 

 

 

L’arte del bonsai ha origine nell’Impero cinese ma è stata poi sviluppata dai giapponesi.

La traduzione letterale di bon-sai è “piantato in un vaso”. Le minuscole copie perfette degli alberi di dimensioni normali sono ottenute da bonsaisti che riescono a frenarne negli anni la crescita in modo da mantenerle in dimensioni molto ridotte, con foglie e fiori minuti, e con rami che si sviluppano, nel loro piccolo, come quelli degli esemplari grandi.

Per i floricoltori alle prime armi è una bella sfida, ma è una prova difficile anche per quelli esperti, in particolare se si tratta di un bonsai che deve produrre frutti proporzionati al suo calibro. Sfida difficile ma non impossibile, che si riesce a vincere rieducando la pianta mese per mese, anno per anno.

Le varietà sono molte e si trovano anche online: olivo, ciliegio, melograno… Melo, pero e pruno sono le classiche, con frutti piccolini ma commestibili. Comunque, per gli inesperti si consiglia la scelta di piante che già in natura producono frutti in miniatura, anche se non commestibili, come il sempre verde Carmona – detta anche pianta del tè del Fukien o del tè coreano – o il Cotoneaster, dalla chioma compatta e dalle bacche di colore vivace, entrambi di origine cinese.

Attenzione e pazienza

Se vogliamo ammirare i frutti del nostro bonsai, dobbiamo dedicargli cure costanti e scrupolose, concimandolo e annaffiandolo con regolarità.

In genere, le piante non producono frutti nei primi anni di vita: per il Cotoneaster ne passano 1 o 2 dalla semina, per il melo e il fico dai 3 ai 6. Molto dipende anche dalle condizioni dell’alberello: più il bonsai sarà sano e ben coltivato e più rapidamente si avvierà la comparsa di fiori e frutti.

Le potature andranno effettuate quando la pianta è in riposo vegetativo. Per avere frutti in primavera o estate, dovremo potare in autunno.

Per permettere alla pianta, che è di misura ridotta, di produrre e maturare i suoi frutti, bisogna evitare di lasciarne troppi sui rami; dato che la terra è poca, la reazione potrebbe essere una generale e prematura caduta. Per questo motivo, è consigliabile toglierne la maggior parte non appena si sono formati, conservando il più possibile l’armonia dell’insieme, lasciando quelli più decorativi.

La redazione

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