BIRRA ALLO STATO PURO

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Ha il profumo dei fiori di sambuco, o delle castagne, o degli aromi delicati di tutte le stagioni: è la birra Menaresta, nata nel cuore della tradizione brianzola, proprio come la sorgente del Lambro da cui prende il nome. Il nome “Menaresta” è frutto di un attaccamento al territorio che ha portato a cercare un riferimento all’acqua della sorgente del fiume Lambro che, per la particolare conformazione carsica del terreno, ha una portata variabile: un po’ lascia andare l’acqua, quindi “mena”…(“va”) e un po’ la trattiene, cioè “resta”.  Acqua viva, dunque, proprio come questa birra di Brianza! 

 

 

SELEZIONE BIRRE

 

 

L’azienda è giovane e ha tutta l’energia vitale dell’area in cui è nata. Dalla passione agricola di Enrico Dosoli, “il birré”, già agronomo e appassionato birraio, nasce la prima idea del birrificio che si concretizza nel 2007 con l’aiuto del cugino Marco Rubelli, “il bottegaio”, come ama ironicamente definirsi. Più tardi, nel 2012, il progetto imprenditoriale si espande anche grazie al nuovo apporto di Marco Valeriani, tecnologo alimentare e birraio superesperto.

 

 

Dagli aromi alla Gazeuse

 

Marco, “il bottegaio”, spalanca le porte del laboratorio di produzione e l’inconfondibile profumo del “pane liquido” (pain liquide così i Belgi chiamano la birra) ci investe. «Il nostro birrificio – inizia a raccontare con passione – ha un impianto da 6 ettolitri, è ben radicato nel territorio e coniuga la creatività di Enrico alla competenza tecnica di Marco Valeriani e al mio desiderio di far viaggiare ovunque la nostra birra, orgogliosamente prodotta qui in Brianza. La scelta delle materie prime è mirata, acquistiamo solo prodotti italiani, con esclusione del luppolo, che prendiamo dalla Germania, perché da noi non esiste una produzione su larga scala. Dedichiamo molta attenzione all’acqua (presente per l’85-90%), che è diversa per ogni tipo di birra: differenze nella salinità, durezza e pH (acidità o basicità) caratterizzano ognuna delle 20 birre attualmente in produzione. In aggiunta ai lieviti attivi, che fanno “vivere” la birra, utilizziamo anche ingredienti stagionali come le castagne Gabiana dell’entroterra savonese, i fichi di Arnasco, le carrube di Modica, le arance di Sicilia e fiori freschi di sambuco e acacia raccolti da noi in Brianza. Uno dei nostri prodotti più richiesti è la Birra Madre che noi consideriamo appunto “la madre” di tutte le birre: in aggiunta a malto, luppolo e acqua utilizziamo il lievito madre fornito da uno storico panificio locale. Lasciamo fermentare la birra per un mese e poi riposare per altri 9 in barrique di Nebbiolo della Valtellina; solo metà del contenuto della barrique viene imbottigliato! Il risultato è una birra particolarissima, secca e vinosa, senza schiuma, tipo Lambic belga. L’altra metà è invece rifermentata con l’utilizzo del lievito da spumante. Ha una maturazione lunga un anno. È frizzante, è la Gazeuse

 

 

Non solo birra

 

La nostra visita sta per concludersi, ma Marco si affretta a presentarci anche una serie di prodotti da sgranocchiare durante una degustazione di birra: il biscotto Trebbino, morbida frolla impastata con la trebbia (un residuo della lavorazione della birra); gli Asciugoni, fatti con malto d’orzo e una spolverata di luppolo, e il Bircotto, una marmellata di birra che richiama il vin cotto.        

 

Marina Villa

 

 

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