AUTOPRODUZIONI E ORTI URBANI

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orti urbani

 

Lo si può fare, come è tradizione, sul proprio balcone, nel proprio giardino, nei campi, ma non solo: terreno “fertile”, pronto ad essere trasformato in orto, si trova anche in città.

A Milano, ad esempio, nelle zone del Parco Nord più vicine al tessuto urbano, sono state individuate 12 aree “idonee” alla trasformazione in orto, con più di 450 appezzamenti attrezzati.

Ma come fare per prendere parte al processo?

Oltre a una mappa dettagliata del parco, sul sito del Parco Nord, si trova un regolamento che disciplina l’assegnazione, la gestione, la vigilanza e la revoca degli orti.

 

Gli orti urbani offrono opportunità di socializzazione, oltre che di produzione.

(Qui la mappa interattiva degli orti di Milano e Roma). 

A Milano le prime esperienze risalgono agli anni Novanta ma a New York  l’associazione Green Thumb (Pollice Verde)  è nata alla fine degli anni Settanta con l’obiettivo di recuperare, convertendole in orti urbani, le aree degradate www.greenthumbnyc.org

Per chi volesse imparare i rudimenti di questa attività, si può consultare il sito Orti Urbani di Italia Nostra: si spiega come impiantare o conservare un orto, inteso nel senso di parco “culturale”, uno spazio cioè che si propone di recuperare specie vegetali in via di estinzione ma anche di coltivare prodotti di uso comune con metodologie scientifiche.

Un aiuto su come iniziare a muoversi è fornito dal sito www.ortiurbani.it , spazio di informazioni e consigli dedicato a come diventare orticoltore urbano.  

Infine, per chi si sentisse già pronto, dal sito del Comune di Milano è possibile scaricare il bando per l’assegnazione degli spazi in cui è possibile realizzare orti urbani (progetto COLTIVAMI). 

 

 

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