AGRICOLTURA BIOLOGICA

Un viaggio in grado di interrompere idealmente il continuum spazio-temporale per ritornare all’epoca dei nostri nonni.

Allora era possibile coltivare un appezzamento di terreno senza l’utilizzo di sostanze chimiche, rispettando ritmi stagionali e seguendo solo le leggi di madre natura.

 

 

 

Questo è l’obiettivo principale dell’agricoltura biologica, un esempio di economia circolare che si ripromette di produrre beni di qualità nel pieno rispetto dell’ambiente e degli equilibri che lo governano.

Per far ciò questo modello si basa sull’utilizzo di pratiche ecologiche, sostenibili e soprattutto rispettose della biodiversità, che come sappiamo è indice di ricchezza di un determinato ecosistema.

In totale contrapposizione con l’agricoltura convenzionale, un metodo di coltivazione intensiva mirato allo sfruttamento massimo di una o più risorse al fine di ottenere un maggiore rendimento economico e produttivo attraverso, ad esempio, l’utilizzo di sostanze coadiuvanti quali fertilizzanti e pesticidi, l’agricoltura biologica può essere praticata utilizzando solo ed esclusivamente sostanze naturali.

Ciò rappresenta sicuramente una sfida considerando la necessità di soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione mondiale principalmente attraverso la naturale produttività del suolo.

Per far ciò, la coltivazione bio utilizza una serie di tecniche atte a rispettare i principi sul quale si fonda, come il controllo biologico dei parassiti (attraverso la salvaguardia di insetti antagonisti quali, ad esempio, le coccinelle predatori naturali degli afidi), la rotazione delle colture o avvicendamento (una tecnica agronomica che consiste nell’alternanza su base annuale o stagionale di diverse colture al fine di aumentare la fertilità del suolo), la scelta varietale (che richiede la scelta di pochissime varietà in grado di dimostrare elevata adattabilità al territorio), la creazione di siepi e alberature (che svolgono funzione di barriera fisica nei confronti di potenziali inquinanti esterni).

Ciò che è biologico viene stabilito e garantito da una serie di normative che interessano il mercato di tutto quello che viene generato e di tutto quello che viene consumato.

Tutti gli step di produzione e di commercializzazione sono regolamentati sia a livello europeo che mondiale, da una serie di atti normativi concepiti al fine di creare un sistema equo per l’economia e l’ambiente.

Secondo quanto documentato nel “The World of Organic Agriculture 2024” in Europa, nel 2023 la percentuale di superfici coltivate attraverso le tecniche dell’agricoltura biologica ha raggiunto un valore pari all’11%, confermando una tendenza positiva alla conversione agro ecologica.

Sicuramente l’Italia è uno dei paesi leader in questo ambito, confermandosi al terzo posto dopo Spagna e Francia. Un dato sicuramente rassicurante visto che l’agricoltura biologica, rappresenta un settore in continua e costante espansione.

Con 2,5 milioni di ettari e una superficie agricola utilizzata (SAU) di circa il 20%, quasi il doppio della media europea, il nostro paese dà un contributo sicuramente significativo al raggiungimento del target del 25% fissato dalla Strategia Farm to Fork – dal produttore al consumatore – un piano d’azione dell’Unione Unione Europea, finalizzato al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

Tutto sembra quindi concentrarsi su un unico obiettivo, ovvero quello di conquistare quanto è stato definito nel Green Deal Europeo, per affrontare le sfide climatiche, economiche e sociali tipiche del nostro tempo.

Il Green Deal è imprescindibile dal concetto di biocontrollo, che è anche alla base dell’agricoltura biologica.

Nasce quindi la necessità di formare e informare, facendo affidamento su fondi economici a cui attingere per offrire soluzioni innovative di origine naturale, nonché potendo contare su collaborazioni tra enti diversi.

Questo è il caso, ad esempio, di Agrofarma (l’Associazione nazionale Imprese agrofarmaci facente parte di Federchimica) e FederBio (la federazione di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica) che hanno definito un protocollo d’intesa per andare incontro alle diverse esigenze di questo tipo di produzione.

Sarà probabilmente grazie anche a tali strategie che questo mercato sta vivendo in Italia, e non solo, un periodo prospero di crescita esponenziale. Basti pensare che nel 2024 le vendite alimentari dell’organico sono state caratterizzate da un aumento pari al 5,7% rispetto all’anno precedente.

Positivi sono anche finora i dati relativi all’export, sottolineando il successo del binomio Bio-Made in Italy marchio di qualità e sostenibilità.

Il prodotto biologico non è più un concetto di nicchia. Di facile reperibilità, “riflette la crescente consapevolezza di fare scelte alimentari responsabili, sia per la propria salute che per l’ambiente” (Maria Grazia Mammuccini – presidente FederBio).

In realtà per tornare all’epoca dei nostri nonni, dove era possibile coltivare un appezzamento di terreno senza l’utilizzo di sostanze chimiche, non è necessario nessun viaggio temporale ma solo più conoscenza e consapevolezza.

 

Marina Greco

marina.greco83@hotmail.com